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Via libera al ddl che - tra le altre cose - solleva amministratori, consorzi e proprietari dal rischio di essere denunciati in caso di infortunio

Approvata la Legge Montagna, «Norma rivoluzionaria sui percorsi escursionistici »

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AOSTA (fci) Dal Senato è arrivato il «sì» definitivo al Ddl Montagna. L’approvazione, a maggioranza, nella serata di mercoledì scorso, 10 settembre. La legge mette sul piatto circa 200 milioni di euro l’anno, per il periodo 2025/27, a favore dei Comuni montani per attuare misure a favore della sanità (40 milioni), dell’istruzione (20 milioni) e di una serie di interventi a sostegno dell’agricoltura, dei servizi digitali, della mobilità, del turismo, e di contrasto dello spopolamento.

«L’Italia compie un passo storico verso il riconoscimento del valore strategico delle nostre terre alte» afferma la senatrice Nicoletta Spelgatti (Lega). «C ’è una norma rivoluzionaria – segnala Nicoletta Spelgatti – per il territorio della Valle d’Aosta: responsabilizziamo chi si avventura sui percorsi escursionistici, come succede in altri Paesi, sollevando amministratori, presidenti di consorzio e proprietari dal rischio di essere denunciati in caso di infortunio. Una battaglia storica che sancisce un principio: chi si avventura in montagna deve sapere di non essere né in un parco divertimenti né su di una ciclabile di città, per cui, una volta debitamente avvertito, si assume il rischio che andare in montagna comporta».

Anche dalla Camera, c’è soddisfazione, come dimostra il deputato valdostano Franco Manes: «In sinergia con il Governo regionale, insieme alla senatrice Nicoletta Spelgatti e al sottoscritto, abbiamo lavorato in entrambe le camere per migliorare il testo».

«Insieme ai colleghi delle minoranze linguistiche abbiamo cercato di portate a casa dei risultati, anche condividendo e sottoscrivendo vari emendamenti trasversali oltre che presentare puntualmente le nostre iniziative. Spero solo che trovi attuazione e non finisca nel dimenticatoio come la legge Realacci sulla montagna. Servono comunque più risorse».

«Ora possiamo guardare con più fiducia al futuro dei nostri territori – aggiunge Emily Rini, responsabile nazionale del Dipartimento per le politiche della montagna di Forza Italia – che hanno finalmente una legge costruita attorno alle loro esigenze e di concerto con le comunità locali, nella certezza che verranno garantite risorse, servizi e opportunità per contrastare lo spopolamento e valorizzare le eccellenze».

«È stata un’azione corale di cui sono stato portavoce con il governo e il Parlamento, migliorando il testo base e aggiungendo temi migliorativi della vecchia legislazione in vigore. Importante sarà la nuova perimetrazione che eviterà che si consideri, con spreco di risorse, quanto montagna non è, come avvenuto purtroppo in passato. Le risorse sono ancora insufficienti per coprire tutte le necessità, ma la strada è quella giusta» afferma l’assessore regionale alle Politiche nazionali per la montagna, Luciano Caveri.

Per gli Autonomisti di Centro « Si tratta di un provvedimento che riconosce il valore strategico della montagna e apre prospettive utili, ma che dovrà essere messo alla prova dei fatti. La nostra preoccupazione è che, nella fase attuativa, possano emergere distonie tra le politiche nazionali e le prerogative delle Regioni autonome. Allo stesso modo, restano perplessità sul quantum delle risorse previste: insufficienti se non gestite con continuità e con la garanzia che non vengano dirottate altrove o disperse in misure prive di prospettiva».

«Questo disegno di legge rappresenta un passo fondamentale per una regione interamente alpina come la Valle d’Aosta. – dichiarano congiuntamente la presidente di coldiretti Valle d’Aosta Alessia Gontier e il direttore Elio Gasco – Riconoscere e promuovere il ruolo degli agricoltori e degli allevatori di montagna significa sostenere un modello di sviluppo territoriale che tutela l’ambiente, le tradizioni e l’identità culturale delle nostre comunità». «Sarà ora decisivo che i provvedimenti di attuazione della legge sostengano concretamente l’agricoltura e l’allevamento di montagna, rafforzando le indennità compensative, tutelando prati e pascoli, sostenendo filiere lattiero-casearie e carni DOP/IGP, favorendo il ricambio generazionale e assicurando servizi essenziali e connettività».