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Architetti e ingegneri «bocciano» il concorso di idee per Valnontey

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AOSTA (btb) La proposta del nuovo ponte di Valnontey ha già attraversato un torrente di polemiche, tanto che il Comune e l’Amministrazione guidata dal sindaco Franco Allera sono state costrette ad una precipitosa marcia indietro. Tanto precipitosa da fare dimenticare che quello che è poi stato spacciato per uno studio preliminare era invece il risultato di un preciso incarico affidato il 2 agosto 2024 alla Sertec Engineering Consulting di Loranzé.

La toppa però non ha avuto sorte migliore. Il Comune per tacitare le tantissime critiche sulla proposta della nuova viabilità della Valnontey, compreso il ponte, aveva avuto l’idea – dopo una riuscita tavola rotonda organizzata dal Comitato per la salvaguardia della Valnontey – di bandire un concorso di idee per la riqualificazione della zona, ricevendo il 1° agosto una comunicazione dell’Ordine degli Architetti della Valle d’Aosta che offriva la sua collaborazione, mettendosi a disposizione della comunità di Cogne per chiarire “quali siano le caratteristiche che un concorso di idee deve avere affinché possano effettivamente esplicarsi tutti i vantaggi di tale procedura”, oltre che per “illustrare quali siano i vantaggi dell’adozione dello strumento del concorso”. Invece, malgrado la disponibilità degli architetti valdostani e della loro presidente Adriana Sorrentino, il Comune di Cogne decideva di procedere e il 12 agosto approvava le linee guida per l’indizione del concorso di idee. La reazione dell’Ordine degli Architetti non si faceva attendere e finalmente il 22 agosto un incontro si svolgeva a Cogne, durante il quale la presidente Sorrentino illustrava al sindaco Allera ed ai suoi collaboratori le principali criticità delle linee guida individuate dal Comune, rinnovando “la disponibilità ad un immediato confronto per apportare i dovuti correttivi”, segno che qualcosa nel bando non funziona secondo l’Ordine. Il Comune accoglieva favorevolmente la proposta, salvo poi pubblicare – il 26 agosto – il bando senza nessuna correzione e senza tenere in considerazione alcuna la disponibilità dell’Ordine regionale degli Architetti e quanto dallo stesso evidenziato.

La reazione dell’Ordine degli Architetti non si faceva attendere, anzi diventava la reazione contro il Comune di Cogne di ben 6 istituzioni, oltre agli architetti, l’Ordine degli ingegneri, l’Ordine dei dottori agronomi e forestali, l’Ordine dei geologi, l’Ordine dei periti industriali e pure il Collegio valdostano dei geometri. Con lettera del 28 agosto i 6 firmatari – Adriana Sorrentino, Alexia Benato, Roberto Gaudio, Stefano De Leo, Biagio Volpe e Denise Avoyer – hanno chiesto senza mezze misure un “adeguamento del bando di concorso” declinando in sua assenza l’opportunità di designare i propri rappresentanti nella futura commissione giudicatrice.

Un bel vespaio, peraltro abbastanza incomprensibile, considerato che l’Ordine degli Architetti seguendo il suo ruolo abbia offerto un’autorevole disponibilità e che la stessa sia stata rifiutata nei fatti, tanto da fare insorgere ben 6 rappresentanze di categoria.