AOSTA (zgn) Nella mattina di lunedì scorso, 29 giugno, le Commissioni “Sviluppo economico” e “Affari generali” del Consiglio Valle, riunite congiuntamente, hanno audito i rappresentanti di nomina regionale della Società Autostrade Valdostane Spa David Follien, Luca Girasole e Luca Zuccolotto in merito alla chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes.
«I 3 rappresentanti di nomina regionale hanno illustrato con chiarezza le motivazioni delle scelte adottate dalla società - riferiscono i presidenti delle Commissioni “Sviluppo economico” e “Affari generali”, rispettivamente Josette Borre dell’Union Valdôtaine e Marco Sorbara di Forza Italia - e hanno dimostrato di aver svolto con puntualità e senso di responsabilità i compiti loro assegnati nell’ambito delle rispettive deleghe. A maggior ragione, alla luce del fatto che i vertici della Sav, pur invitati a riferire in Commissione, non hanno dato disponibilità, la presenza dei Commissari di nomina regionale rappresenta oggi un segnale positivo di attenzione istituzionale e di rispetto nei confronti dell’organo consiliare».
Josette Borre e Marco Sorbara aggiungono che «Si sono inoltre resi disponibili anche su un tema attuale come quello delle recenti code in autostrada a interfacciarsi direttamente con la società concessionaria, al fine di rappresentare la situazione e individuare soluzioni volte a mitigare i disagi legati al cantiere in corso, attualmente previsto fino a venerdì 24 luglio».
Le opposizioni all’attacco
A cavalcare la tigre della polemica, invece, sono le forze di opposizione in Consiglio Valle secondo le quali «Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha mentito sul dossier della chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes».
Un attacco senza mezzi termini che giunge proprio dopo l’audizione di David Follien, Luca Girasole e Luca Zuccolotto, rappresentanti della Regione nel consiglio di amministrazione della società concessionaria Sav.
Secondo Simone Perron della Lega Vallée d'Aoste, infatti, «È emerso che a livello regionale, in particolare il Presidente della Regione, nelle sue funzioni prefettizie, già a febbraio 2026 era stato aggiornato della chiusura, cioè un mese prima dei rappresentanti regionali in Consiglio di Amministrazione e 2 mesi prima che venisse informato il Consiglio Valle». Una circostanza che smentisce istituzionalmente la linea sostenuta nei giorni scorsi dall'Esecutivo regionale, secondo cui la tempistica sarebbe stata definita soltanto in un secondo momento. Di fatto, i rappresentanti regionali della Sav hanno confermato che il cronoprogramma era noto da mesi.
Per Corrado Bellora, sempre della Lega Vallée d’Aoste, «I consiglieri di amministrazione hanno scaricato la responsabilità sul presidente».
Alberto Zucchi, capogruppo di Fratelli d'Italia, ritiene «Palese che il presidente ha mentito nel dire che non era a conoscenza e un Presidente che mente non è in grado di assolvere ai suoi compiti».
Frecciate anche da Clotilde Forcellati del Pd-Federalisti Progressisti Valle d'Aosta: «Abbiamo capito che la Regione non conta più niente e che l'idea del “maîtres chez nous”, e cioè di governare la Valle d’Aosta, è finita perché ci sono altri che la governano».
Josette Borre, presidente della Commissione Sviluppo economico, commenta: «L’audizione è servita per avere qualche notizia rispetto a quanto era già stato ampiamente detto e ridetto in aula dal Presidente, non c'è nessun elemento di novità. Era comunque giusto e corretto sentire anche la loro voce e prendere atto della loro situazione di difficoltà in quanto consiglieri di minoranza nel Consiglio di amministrazione della Sav».