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Cva, giorni decisivi per le nomine dei nuovi vertici. Il manager Giuseppe Argirò infastidito dalle polemiche

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AOSTA (fci) È attesa per i primi giorni della settimana prossima (è all’ordine del giorno già lunedì 23 giugno, ma difficilmente si arriverà subito alla “fumata bianca”) la nomina – da parte della Giunta regionale – del nuovo consiglio di amministrazione e del nuovo amministratore delegato di Cva. A Place Deffeyes nelle scorse settimane è arrivato – da Finaosta, che detiene il 100 per cento della Compagnia Valdostana delle Acque – il dossier con le candidature: un centinaio. Ora sarà l’Esecutivo guidato da Renzo Testolin a designare, tra loro, il presidente del Consiglio di amministrazione, l’amministratore delegato e 3 consiglieri (gli uscenti sono il presidente Marco Cantamessa, l’amministratore delegato Giuseppe Argirò e i consiglieri Fabio Marra, Valeria Casali e Marzia Grand Blanc), nonché i 3 Sindaci del Collegio, di cui un Presidente, e 2 Sindaci supplenti. Dieci posizioni per altrettante figure, che resteranno in carica solo un anno per allineare le scadenze degli organi amministrativi di Cva e delle sue controllate e per avviare una complessiva revisione dello Statuto.

Le nomine decise dalla Giunta regionale saranno poi formalizzate dal presidente di Finaosta nel corso dell’assemblea della società partecipata, in calendario venerdì 27 giugno prossimo. I compensi, che tanto hanno fatto discutere nelle scorse settimane, sono stati aumentati. Remunerazioni determinate, si legge nel bando pubblicato sul sito Finaosta, «anche sulla base delle risultanze emerse da un’approfondita analisi di benchmark», una comparazione «condotta su un campione di società attive nel settore di Cva»: 400mila euro l’anno per l’amministratore delegato, tra componente fissa e indennità straordinaria, 120 mila per il presidente del consiglio di amministrazione, 60 mila euro per i consiglieri, 45 mila poi per il presidente del collegio sindacale e 25 mila per i sindaci.

Detto questo, dopo le polemiche delle ultime settimane – comprese quelle che hanno animato il Consiglio Valle tra mercoledì e giovedì scorsi, 18 e 19 giugno – l’amministratore delegato uscente, Giuseppe Argirò, nei giorni scorsi avrebbe preso in considerazione anche la possibilità di ritirare la sua disponibilità a ricoprire l’incarico di manager della più importante partecipata regionale, che con l’ultimo bilancio approvato ha consegnato alla Regione risorse (tra utili e imposte) per circa 300 milioni di euro.

Nella maggioranza ci si avvicina all’appuntamento delle nomine con un’idea (e comunque, come è noto, non senza distinguo ed alta tensione): continuità nella discontinuità. La continuità dovrebbe riguardare proprio il manager (Argirò “disponendo”), la discontinuità il consiglio di amministrazione.

«Botti» e risposte
«A breve con l’approvazione del bilancio 2024 saranno rinnovati il Consiglio di amministrazione e il Collegio sindacale di Cva. Per procedere alle nomine è indispensabile valutare i risultati dell’attività di esercizio del triennio 2022-2024. Le nomine sono di competenza di Finaosta su designazione della Giunta, ma il Consiglio deve avere comunque contezza dell’andamento della più importante società tra le nostre partecipate. Noi riteniamo quindi indispensabile una informazione e una discussione in sede consiliare dei documenti contabili di Cva, data la loro valenza strategica». Lo ha detto in Consiglio regionale Erika Guichardaz nel corso della discussione della mozione da lei presentata, riguardante la Compagnia valdostana delle acque.

Discussione sulla quale nei giorni precedenti erano stati annunciati da più parti fuochi d’artificio. Il documento è stato respinto con 19 voti di astensione (Union Valdôtaine, FP-Pd, Pour l’Autonomie e Stella Alpina) e 16 a favore (Lega VdA, Rassemblement Valdôtain, Forza Italia, Pcp e Gruppo Misto). Il testo, che è stato emendato dal gruppo Rassemblement Valdôtain, voleva impegnare il Presidente della quarta Commissione a convocare il Consiglio di amministrazione di Finaosta per un’analisi dei risultati economici finanziari del 2024 del gruppo Cva, da tenersi prima dell’approvazione del bilancio della Società.

E proprio giovedì mattina è arrivata in Regione la richiesta dei vertici Cva di essere auditi. «Il vero problema, oggi, sta proprio nel definire i perimetri, le procedure e i rapporti – ha spiegato Stefano Aggravi, capogruppo di Rassemblement Valdôtain – che consentano a Finaosta di esercitare il proprio ruolo nell’assemblea di Cva, nell’interesse dell’azionista pubblico (la Regione) e della comunità valdostana. Non bisogna però confondere i ruoli: proponiamo di stralciare l’audizione del Collegio sindacale perché il suo ruolo di controllo resta particolare nelle Spa così come non riteniamo corretto condividere in Commissione i curriculum dei candidati alle cariche sociali di Cva. Le nomine sono in capo alla Giunta. Chi ha la responsabilità di fare le nomine, le faccia; chi ha la responsabilità di agire, lo faccia. Ma non mischiamo gli ambiti».

Il consigliere della Lega Simone Perron tra i più attivi sull’argomento: «Da tempo la politica chiede di sapere cosa fa Cva, di valutare i risultati degli esercizi passati» e ha esposto la sua verità sul dossier Cva. In estrema sintesi: la politica vuole mettere le mani sulla partecipata regionale e per farlo si è creata una comunanza di vedute fra Pcp e l’Uv. A Perron ha risposto l’assessore Giulio Grosjacques: «Ha letto un comunicato, certamente scritto a più mani, un comunicato che ha dei contenuti che ha letto e non ha approfondito, ma questa è la sede per approfondire alcuni passaggi» esordisce l’Assessore, che sfrutta l’opportunità per fare chiarezza sulla vicenda del commercialista Daniele Fassin.

«Se ci atteniamo al verbale parliamo di informazioni sugli emolumenti, ripetutamente chiesti, che non ha neppure Finaosta. Risulterebbe poi che Fassin mi ha consegnato anche il bilancio di esercizio, – prosegue Grosjacques – il piano strategico, poi il long term plan. Sono stati violati dei segreti industriali?». Per Aurelio Marguerettaz «La mozione chiede a Finaosta di venire in Commissione ad illustrare il bilancio di Cva. E perché non chiamiamo direttamente Cva? Perché, in genere, non si chiede all’oste se il vino è buono. Perché oggi si fa tutta questa serie di approfondimenti? Perché siamo alla vigilia di una rinomina, di una riconferma o di una nomina ex novo di un cda che ha gestito la società negli ultimi 3 anni. E ha cambiato pelle, perché dall’uscita dalla Madia è totalmente diversa. E dopo 3 anni è giusto che qualcuno faccia un’analisi di cosa è accaduto e cosa abbiamo in società».

«Noi critichiamo chi deve esercitare il controllo delle attività della governance. – ha affermato Pierluigi Marquis (Forza Italia) – È indispensabile si dia luogo ad un percorso di valutazione. Vorremmo essere rassicurati in materia. E non è ammissibile che una società faccia investimenti per 1 miliardo senza controllo dell’azionista». Secondo il presidente della Regione, Renzo Testolin, il confronto avuto in Consiglio Valle «conferma la volontà di lavorare in una direzione chiara, con il supporto indispensabile di Finaosta. E questo, a prescindere dall’approvazione della mozione, rispetto alla quale noi rimaniamo sulla nostra linea e riteniamo che la decisione finale spetti comunque alla Commissione competente. Al di là dell’astensione sulla mozione, sono certo che Finaosta potrà confortarci sui risultati e le attività di Cva e sulle prospettive per il nostro territorio, che tutti noi abbiamo a cuore».