SAINT-VINCENT (zgn) Tre sono gli ambiti di azione individuati per agevolare il pieno utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili nel contesto del quadro energetico nazionale: attuare semplificazioni per le procedure burocratiche, potenziare l’infrastruttura di rete e la capacità di accumulo degli impianti già installati, modificare il quadro regolatorio per sbloccare gli investimenti e garantire una tutela degli impianti. Queste le direttive individuate dallo Studio “Lo stato dell’arte delle rinnovabili in Italia: quali leve strategiche per accelerarne il dispiegamento nel paese” realizzato da The European House – Ambrosetti (TEHA Group).
Il Rapporto Annuale è stato presentato la mattina di ieri, venerdì 4 luglio, in occasione della terza edizione del Forum delle Energie Rinnovabili “Renewable Thinking”, ideato da Cva – Compagnia Valdostana delle Acque -, in collaborazione con TEHA Group con il patrocinio di Elettricità Futura che prosegue oggi, sabato 5 luglio, al Centro congressi del Grand Hotel Billia di Saint-Vincent. L’evento si pone come punto di riferimento annuale per favorire una riflessione strategica sull’evoluzione delle fonti rinnovabili in Italia.
Nelle 2 giornate di Forum intervengono, tra gli altri, Carmine Masiello, capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, Enrico Letta, rapporteur sul Futuro del Mercato Unico e già Presidente del Consiglio, il presidente della Regione Renzo Testolin e il suo vice Luigi Bertschy, Paolo Arrigoni presidente di GSE, Stefano Besseghini presidente di ARERA, Enrico Giovannini direttore scientifico di ASVIS, l’amministratore delegato di Cva Giuseppe Argirò, Valerio De Molli amministratore delegato di The European House – Ambrosetti e TEHA Group, e numerosi altri esperti e professionisti del settore.
In Europa le fonti energetiche rinnovabili costituiscono circa il 47 per cento della produzione totale di energia elettrica (dato al 2024), in Italia la quota è del 41 per cento. Tuttavia, la crescita della capacità installata fonti energetiche rinnovabili rispetto al Pil europeo e nazionale sta subendo un rallentamento, in particolare se confrontato rispetto ad altri Paesi, Cina in primis. In questo contesto in evoluzione, la decarbonizzazione continua a rimanere una priorità strategica e le fonti energetiche rinnovabili uno strumento chiave per rafforzare la sicurezza energetica, ridurre la dipendenza da combustibili fossili e aumentare la competitività del sistema.
A livello europeo, infatti, continua ad esserci una forte dipendenza dai combustibili fossili come fonte di energia per il consumo finale. La dipendenza energetica è poi un altro tema che merita grande attenzione, considerando che, nel 2023, l’Europa ha importato il 58,3 per cento del proprio fabbisogno energetico, quota che sale al 74,8 per cento in Italia. Nonostante ciò, il caso italiano è la dimostrazione puntuale di come lo sviluppo delle rinnovabili determini una riduzione della dipendenza energetica, in flessione del 9,66 per cento dal 2008, a fronte di una crescita a tripla cifra della produzione rinnovabile (da 23,9 GW nel 2008 a 66,7 GW nel 2023, +179 per cento).
A ciò si aggiunge un altro elemento: in Italia il prezzo dell’energia elettrica è di gran lunga superiore rispetto ad altre economie europee: ad aprile 2025, si toccavano i 99,85 euro/MWh, prezzo 4 volte superiore rispetto a quello della Spagna (26,81 euro/MWh) e più che doppio rispetto al valore francese (42,21 euro/MWh). Tale dato è determinato per il 90 per cento delle volte dal prezzo di riferimento del gas, secondo il meccanismo del prezzo marginale: potenziando le fonti energetiche rinnovabili, tale prezzo sarebbe più basso.
In tal senso è importante sottolineare come l’Italia presenti ancora importanti margini di sviluppo delle rinnovabili, con oltre il 40 per cento del proprio potenziale ancora da valorizzare.
«Per il terzo anno consecutivo, il Forum di Saint-Vincent consente di accendere i riflettori sullo sviluppo delle rinnovabili in Italia e ribadirne l’importanza strategica per garantire al nostro Paese maggiore autonomia energetica e competitività industriale. – dichiara l’amministratore delegato di Cva Giuseppe Argirò – Il nostro Paese non dispone di materie prime fossili, ma può contare sull’abbondanza della materia prima energetica grazie alle tecnologie rinnovabili: acqua, sole e vento. Puntare sul loro sviluppo non significa solo supportare il sistema produttivo, ma anche rafforzare la nostra indipendenza energetica in un contesto geopolitico instabile».
L’amministratore delegato di TEHA Group Valerio De Molli osserva che «Per raggiungere i target del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima al 2030, l’Italia non può permettersi battute d’arresto. Il prospetto di un rallentamento delle installazioni rinnovabili nel 2025, con una possibile contrazione di circa 1 GW rispetto al 2024, è un campanello d’allarme. È urgente intervenire su semplificazione burocratica, potenziamento della rete e certezza regolatoria. Potenziare le Fonti energetiche rinnovabili, oggi ferme a 66,7 GW installati, significa rafforzare l’indipendenza energetica del Paese e aumentarne la competitività grazie alla riduzione del prezzo dell’energia ad oggi ancora 4 volte superiore rispetto alla Spagna».



