AOSTA (btb) Chi tanto tuonò contro la legge regionale sulla locazioni turistiche dovrebbe, oggi, leggere con attenzione i primi dati sugli arrivi e le presenze della stagione invernale 2024-2025, messi a confronto con quelli del 2023-2024 e soprattutto del 2022-2023. Un confronto possibile per la prima volta, dopo l’entrata in vigore della contestata normativa, promossa con coraggio dall’attuale assessore regionale al Turismo Giulio Grosjacques, dopo che i suoi precedessori l’avevano lasciata dormire nei cassetti.
A conclusione dell’ultima stagione – da dicembre 2024 a marzo 2025 – i dati resi noti nei giorni scorsi evidenziano 557.185 presenze, con un più 2,53 per cento sulla scorsa e, addirittura, più 20,46 per cento sull’inverno 2022/23 quando erano 462.533 e 1.820.646 presenze, più 4,89 sulla scorsa stagione ma più 23,86 per cento sul 2022/23, erano state 1.472.056. Niente di più chiaro, per comprendere in modo lampante che l’intervento regionale nella regolamentazione del settore ha fatto “emergere” migliaia di turisti di cui si supponeva l’esistenza ma che passavano nella “fase oscura” delle non dichiarazioni, delle non imposte, delle non versate tasse di soggiorno.
Eppure anche alcuni consiglieri regionali hanno sostenuto le lamentele contro la legge della Valle d’Aosta (la penultima regione in Italia a normare il settore degli affitti brevi), prendendo le parti di non ben chiare associazioni e di altrettanto poco chiari loro rappresentanti. Se pensiamo quanto valgono i nuovi numeri solamente in termini di versamento della tassa di soggiorno a favore dei nostri Comuni (una differenza stimata di oltre 2 milioni di euro) è difficilmente comprensibile il motivo per il quale alcuni rappresentanti del Consiglio Valle abbiano tanto pesantemente osteggiato la nuova legge, quando invece dovrebbe sedere in piazza Deffeyes per tutelare gli interessi della comunità.
Se torniamo ai numeri un altro indicatore sostiene ulteriormente la scelta della Regione di legiferare in merito agli affitti brevi. Anche nello scorso inverno si è confermato il trend di calo negli arrivi (406.460, meno 2.25 per cento) e nelle presenze (1.354.950, meno 0,12) alberghiere, mentre continuano a salire quelle extra alberghiere: 150.725 gli arrivi (più 19,12) e 465.696 le presenze (più 22.81). È un segnale evidente di un cambiamento dei costumi, del sempre maggiore impatto per l’economia turistica di un settore di ospitalità che fino a pochi anni fa non esisteva e che sta diventando quello prediletto dai giovani e dagli stranieri.
Alloggi, ne mancano ancora
La situazione degli alloggi ad uso turistico (in migliaia si sono iscritti all’anagrafe regionale, ma sembra ne manchino ancora parecchi) nei 4 mesi di riferimento da dicembre a marzo hanno visto 91.669 presenze di italiani, con uno strabiliante più 74.06 per cento, e 115.277 di stranieri, con un altrettanto super positivo 68.06 per cento di aumento.
Probabilmente, anche a causa della scelta verso gli alloggi ad uso turistico, si segnala un bell’aumento della clientela straniera, che sale del 9 per cento negli arrivi (216.628 contro i 198.884 del 2023/2024 e i 167.921 di 2 inverni fa) e del 10 per cento nelle presenze che ora sono 959.121, superando quelle italiane, in leggera flessione a 861.525. I 2 inverni le presenze estere sono passate da 745.995 a 959.121, un bel record, ma ora è chiaro il perché.
Il migliore mercato invernale per la Valle d’Aosta, complice anche Interski, rimane quello del Regno Unito con 50.455 arrivi e ben 265.929 presenze, cioè soggiorni che superano le 5 notti. A 17.191 è la Svezia, che negli ultimi ha “colonizzato” con i suoi imprenditori zone importanti come Breuil Cervinia, per 99.585 presenze e quasi 6 notti di soggiorno medio.
Più arrivi ma meno presenza per i francesi, 22.346 gli ingressi, ma permanenza di 3 notti per 63.384 presenze. Quarta come presenze la Polonia, 50.335, su 8.903 arrivi, quinto il mercato tradizionale del Belgio, 49.163 presenze e 9.525 arrivi, quindi i nostri vicini svizzeri che soggiornano per poco più di 2 notti: 21.033 arrivi, 46.630 presenze.
L’aumento maggiore, più 133 per cento, è per Israele 4.256 arrivi e 18.782 presenze -, molto bene (più 31 per cento) anche gli Usa con 7.025 arrivi e 26.383 presenze, così come la Polonia che sale del 22 per cento. Per la clientela italiana la parte del leone continua a farla, anche se con un meno 5 per cento, la Lombardia, con 292.857 presenze su 126.572 arrivi e soggiorni di poco più di 2 notti.
Non arrivano invece a 2 notti di media i piemontesi, che sono stati 75.877, con 143.091 presenze, stabili sul confronto con le stagioni invernali precedenti. Al terzo posto la Liguria, 36.352 arrivi e 93.023 presenze, più distanti Lazio e Toscana. A livello di comprensori continua a salire Aosta, dove si concentra il maggior numero di alloggi offerti in locazione turistica. L’aumento rispetto all’inverno 2023/24 è stato del 13 per cento, con 327.430 presenze e 112.719 arrivi, permanenza media quasi 3 notti.

