AOSTA (zgn) Dopo lo sciopero di martedì 29 aprile alla Core Informatica di Pont-Saint Martin i lavoratori avevano finalmente percepito lo stipendio del mese di marzo, dopo settimane di incertezza, e si era aperto uno spiraglio di speranza per il futuro. Ma ora la situazione è precipitata, al punto che i sindacati di categoria in una nota congiunta sentenziano: «Quella della Core Informatica di Pont-Saint-Martin è una morte annunciata».
Infatti il verdetto che esce dal secondo incontro avvenuto tra sindacati, azienda – non si è presentato all’incontro l’amministratore delegato Roberto Volpe – e prefettura valdostana non lascia scampo. E anche se tra i 59 lavoratori della Core Informatica lo spettro della chiusura era nell’aria, nel pomeriggio di mercoledì scorso, 11 giugno, in un’assemblea fulminea convocata dai segretari generali e Rsu di Fim, Fiom Valle d’Aosta e Uilm Canavese, è arrivata la sentenza definitiva: Core Informatica verso la chiusura.
I segretari generali Hans Pistolesi di Fim Valle d’Aosta, Fabrizio Graziola di Fiom Valle d’Aosta, Luca Cortese di Uil Canavese e Deborah Bonacci, funzionaria Uilm Canavese, hanno descritto alle lavoratrici e ai lavoratori la situazione, cercando di mettere in sicurezza il salvabile, stipendi e Tfr «Con tempistiche non immediate. Rimane da prendere una parte della retribuzione di aprile, tutto maggio e gli arretrati. Niente welfare, in standby i buoni pasto».
Il disagio tra i lavoratori è tangibile, nonostante avessero già da tempo la sensazione che si stesse andando lungo una strada a fondo cieco. Dal 2018 ad oggi con l’acquisizione da parte del gruppo Netcom, che aveva in qualche modo creato delle aspettative, si è passati a una lenta agonia caratterizzata da stipendi a singhiozzo e acconti di tredicesima. Ora che cosa succederà? Entro una settimana verranno portati i libri contabili in Tribunale e si va verso la liquidazione giudiziaria.
Per i 59 lavoratori il panorama che si profila non lascia molte alternative: o accettano nuove proposte di lavoro o a casa in Naspi (indennità mensile di disoccupazione). Aggiungono i sindacati valdostani e piemontesi: «Il curatore fallimentare potrebbe decidere di proseguire nell’attività lavorativa in esercizio provvisorio, portando a termine le ultime poche commesse rimaste e quindi per alcuni dipendenti la possibilità di proseguire l’attività lavorativa».
