AOSTA (mes) Dopo due giorni di pioggia e neve, ieri venerdì 18 è tornato a splendere il sole in Valle d’Aosta. Ma ormai il ponte di Pasqua, atteso da tutti gli operatori turistici, è compromesso. Tra giovedì e ieri i telefoni (dove e quando funzionavano…) hanno consegnato solo disdette agli albergatori della nostra regione. La meteo fa paura, senza dimenticare che i giorni di maltempo hanno lasciato (anche) temperature ancora invernali. Buona parte delle disdette arriva naturalmente dalla Svizzera, in seguito alla chiusura – non si sa ancora fino a quando – del Tunnel del Gran San Bernardo. Incognita che peserà non poco sui flussi dei prossimi «ponti».
«È un periodo particolare quello di Pasqua per la nostra regione e specialmente quando cade ‘alta’ come quest’anno può scatenare diverse problematiche. Per lo sci è difficile che qualcuno decida ancora di venire, a parte gli irriducibili nelle località come Cervinia e Valtournenche dove le piste sono aperte ancora fino a maggio. – afferma Luigi Fosson presidente dell’Adava, l’associazione che raduna gli operatori della ricettività turistica – Nelle altre stazioni, è troppo dispendioso a mio avviso, tenere impianti e strutture aperte in questo periodo, quando la gente decide già di andare al mare o a fare un lungo viaggio, visti i parecchi giorni a disposizione. Diversa la situazione per le località di fondo valle e per Aosta, meta di tanti turisti, in visita alla città i ai castelli. In questo caso, è ovvio che la situazione meteo incida parecchio. Personalmente credo però che occorra concentrarsi maggiormente sul periodo autunnale, una stagione forse più affidabile dal punto di vista climatico e che può regalare molte soddisfazioni».
«Ci sono state parecchie disdette per il maltempo – conferma Erika Galassi delegata Adava di Aosta anche se eravamo partiti bene, con un’occupazione prevista tra il 60 e l’80 per cento, per il 70 per cento stranieri. L’obiettivo ora saranno i prossimi ponti del 25 aprile e 1° maggio». A Breuil-Cervinia il referente Adava Matteo Zanetti riferisce di un’occupazione abbastanza scarsa, anche se qualche straniero non vuole ancora rinunciare allo sci. Situazione analoga anche nella vicina Valtournenche dove Marco Gorret conferma le poche prenotazioni e le parecchie disdette arrivate negli ultimi giorni. In Val d’Ayas si spera ancora in un migliore scenario meteo, che possa fare decidere all’ultimo minuto di trascorrere un paio di giorni nella località. Il periodo dei ponti primaverili è principalmente ad appannaggio degli italiani, come riferisce Herman Buchan, delegato Adava.
Sull’altro versante del Monte Rosa, a Gressoney, Daniele Valverde, referente di zona degli albergatori, conferma le disdette a causa del maltempo. A Cogne le prenotazioni erano partite molto bene, con una media di 3 notti di soggiorno nelle diverse strutture ricettive nel periodo pasquale, e di 2 notti nei ponti del 25 aprile e 1° maggio, per la maggioranza italiani. Ora è tutto da rifare. «Il rischio meteo purtroppo è sempre in agguato» dichiara Pietro Imbimbo Roullet delegato Adava della località. Stefano Cavaliere, a Courmayeur, parla di una situazione non confortante, mentre lo sguardo ovviamente è già puntato sui prossimi ponti di primavera. Pasqua ovviamente saltata anche in Val di Rhêmes, riferisce il delegato Adava Mirco Pellissier.
In Bassa Valle (Pont Saint-Martin, Donnas, Verrès) – come riporta Giorgia Vigna Lasina presidente dei giovani albergatori – erano in programma soggiorni brevi da 1 a 3 notti, ma ora ovviamente la situazione è cambiata. Poche prenotazioni a Saint-Vincent, sempre con un occhio alle previsioni meteo.
Alessandra Merlo


