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Patrimonio ecclesiastico, approvati 9 progetti di restauro. La Regione erogherà un contributo di oltre 690mila euro

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AOSTA (qdn) Si è riunita lo mercoledì scorso, 2 luglio 2025, nella nuova sede della Soprintendenza per i beni e le Attività culturali a Palazzo Roncas, ad Aosta, la Commissione per l’esame di alcuni progetti di restauro attinenti al patrimonio ecclesiastico come previsto dalle leggi regionali in materia. Le proposte sono state presentate dall’Ufficio beni culturali e edilizia di culto della Diocesi per conto delle parrocchie proprietarie dei beni oggetto degli interventi di restauro e ritenute idonee e ammissibili dall’istruttoria tecnica effettuata dagli Uffici regionali competenti del Dipartimento Soprintendenza per i beni e le attività culturali. La Commissione ha approvato i seguenti progetti per i quali è stata definita una proposta di contributo: per la chiesa parrocchiale di San Lorenzo a Chambave un intervento di restauro e risanamento conservativo della pavimentazione della prima cappella sul lato sinistro dell’edificio e indagini di monitoraggio strutturale; per la Casa canonica della parrocchia di Santa Maria Assunta a Morgex restauro e risanamento conservativo del tetto del fabbricato; per la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Morgex la manutenzione straordinaria per l’impermeabilizzazione e la protezione del muro controterra dell’edificio; per la cappella di San Giovanni Battista nel borgo di Nus il risanamento conservativo della copertura, degli intonaci e delle decorazioni interne ed esterne; per la cappella “dei Morti” della parrocchia di San Giovanni Battista a Gressoney-Saint-Jeam il restauro conservativo delle strutture, delle finiture, del sagrato e delle parti esterne; per la chiesa Cattedrale di Santa Maria Assunta ad Aosta il restauro del campanile settentrionale e del dipinto su tela raffigurante San Grato; per la cappella di San Bernardo a Chez-Norat di Allein il restauro dell’altare ligneo e della pala d’altare; per la cappella di San Bernardo a Terrabouc a Cogne il restauro dell’altare, delle statue di un dipinto e di alcuni arredi lignei. Nel corso della riunione si è poi anche formalmente condivisa l’intenzione di porre una particolare attenzione al patrimonio storico artistico organaro della Valle d’Aosta, con particolare attenzione allo strumento della Cattedrale di Aosta, noto anche per le ricche stagioni concertistiche di cui si è già reso protagonista. L’attribuzione dei contributi, per un importo complessivo pari a 695.955,48 euro, si colloca nel solco della collaborazione che vede l’Amministrazione regionale e la Diocesi impegnate a promuovere iniziative volte a salvaguardare e mantenere lo straordinario patrimonio religioso valdostano, che costituisce un importante elemento identitario nella storia della nostra Regione.

«Come sempre, anche in questa riunione – precisa il vescovo Franco Lovignana – abbiamo raccolto i frutti dell’ottimo lavoro svolto dagli Uffici della Diocesi e della Soprintendenza regionale. Ancora una volta diverse comunità della nostra Valle possono rallegrarsi di vedere in dirittura d’arrivo i finanziamenti necessari per la realizzazione di opere urgenti per gli edifici di loro pertinenza: chiese, campanili, cappelle, case canoniche». «L’occasione intervenuta con la presente riunione di accogliere nella nuova sede di Palazzo Roncas il Vescovo e i funzionari tecnici della Diocesi valdostana – afferma l’assessore ai Beni e alle Attività culturali Guichardaz – ci ha permesso di riflettere sulla dimensione unica ed eccezionale di questo immobile – nato come palazzo nobiliare di rappresentanza – nel tessuto urbano di Aosta, anche a fronte della ricchezza del patrimonio artistico ecclesiastico che con i suoi vari edifici religiosi dà lustro alla nostra città e alla Valle intera. E’ evidente come l’Ente ecclesiastico nei secoli abbia arricchito e salvaguardato il patrimonio artistico religioso dell’intera comunità, raccolta intorno a simboli religiosi fortemente identitari per la popolazione valdostana. Sembra dunque corretto che l’onere di tale salvaguardia e valorizzazione – che oggi assume valenze più ampie, legate alla storia culturale della Valle d’Aosta – sia in qualche modo sostenuto anche dalla Pubblica Amministrazione che di questa stessa comunità si fa portavoce».