AOSTA (fci) «Sulla vicenda del nuovo bando abbiamo capito che c’è la possibilità di fare la nomina per solo 1 anno invece che per 3, e anche che per gli emolumenti verrà fatto un ragionamento sulla base anche di quelli attuali nel caso di riproponesse qualcuno che è già in carica» ha detto Chiara Minelli (Pcp) al termine dell’audizione in quarta commissione dei vertici di Finaosta per il caso Cva. «Ci è stato detto – ha aggiunto – che per le future nomine Finaosta si appoggerà ad una società per reclutare competenze, individuando rose di candidati. E’ già stato fatto per Aostafactor». Poi ha proseguito: «Abbiamo chiesto di capire se almeno i 4/5 del cda che aveva accompagnato Rosset durante la sua presidenza confermasse quanto da lui dichiarato. In buona sostanza è stato confermato quel percorso. A partire dai pareri legali che avevano acquisito sulla questione degli emolumenti sono quelli che hanno deciso di applicare ovvero ritenere che Finaosta non avesse la possibilità di fare scelte diverse da quelle che ha fatto».
«Da parte mia c’è grande preoccupazione rispetto a un punto che è emerso: dopo l’uscita dal perimetro della Madia nell’estate 2022 mi sarei aspettato la creazione di una serie di strumenti e misure per regolamentare il nuovo corso della Cva, invece c’è stato un vuoto. In realtà scopriamo che fino all’estate scorsa nulla è cambiato rispetto a prima. Parliamo di regolamentazioni interne, remunerazioni, nomine, conflitti di interesse». E’ il commento invece di Stefano Aggravi capogruppo di Rassemblement valdôtain al termine dell’audizione dei vertici di Finaosta in quarta commissione sul caso Cva. “In questo momento c’è una situazione di tensione nel cda di Finaosta, non parlerei di serenità” ha concluso.
«All’uscita dell’applicazione della legge Madia di pari passo non c’è stata una regolamentazione dei flussi informativi che dovrebbero normalmente esserci tra azionista e società. Quindi ci troviamo in una condizione dove l’azionista pubblico che controlla la società non è in grado nemmeno di fare una valutazione o non l’ha potuta fare a riguardo gli investimenti che sono stati fatti in questi anni dal momento che si è usciti dalla Madia e questo direi che è estremamente preoccupante perché è una situazione anomala». Lo ha detto Pierluigi Marquis (Forza Italia), che ha aggiunto: «In più abbiamo con grande stupore appreso che la società Finaosta controllante non ha ricevuto nemmeno un piano strategico e quindi di conseguenza non lo ha neanche potuto valutare».
«E’ in atto una vera e propria lotta politica tutta interna all’Union Valdôtaine, irresponsabile perché sulla pelle della società che è il gioiello di famiglia e sul tema più importante per la Valle d’Aosta» ha detto il leghista Simone Perron. «E’ importante che gli attuali rapporti tra Cva e Finaosta siano corretti, ci sono degli elementi che son cambiati rispetto al passato».

