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Volano gli incassi: più 19 per cento rispetto all’anno scorso al Casinò

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SAINT-VINCENT (fci) Al Casinò de la Vallée di Saint-Vincent il mese di marzo si chiude con un incasso per la casa da gioco di 6.419.195 euro, con uno scostamento positivo di 129.079 euro sullo stesso mese del 2024. Le slot machines incassano 3.661.304 euro con un incremento degli introiti di 395.216 euro, mentre i giochi da tavolo introitano 2.757.891 euro (meno 266.136 euro). Gli ingressi sono 28.428, 542 in più di marzo 2024. I primi 3 mesi consolidano il trend positivo di costante miglioramento dell’ultimo periodo. Il progressivo introiti lordi è pari a 21.346.215 euro, 3.457.427 euro in più rispetto al 2024 (più 19,3 per cento), ripartiti in 9.998.251 euro ai tavoli da gioco e 11.347.965 euro alle slot machines. Gli ingressi al 31 marzo 2025 sono 87.681 in linea rispetto allo stesso periodo del 2024 (più 106 ingressi).

Per quanto riguarda il Grand Hotel Billia, a marzo 2025 gli introiti delle vendite dirette ammontano a 595.548 euro, 245.024 euro in più rispetto a marzo 2024. Anche l’andamento dell’offerta alberghiera dei primi 3 mesi conferma un trend positivo con ricavi da vendite dirette pari a 1,9 milioni di euro con un incremento sullo stesso periodo del 2024 di 441.593 euro. L’occupazione media delle camere dall’inizio dell’anno è del 49 per cento.

Con una sentenza, le cui motivazioni saranno rese note entro un mese, il tribunale di Aosta ha respinto il ricorso presentato da 70 croupier del Casinò di Saint-Vincent che chiedevano che l’azienda continuasse ad applicare loro i contratti in vigore al momento della loro assunzione, e che sono invece stati sostituiti dal nuovo contratto aziendale unico per i dipendenti dell’unità produttiva giochi e che è entrato in vigore lo scorso primo gennaio, al termine del periodo concordatario. Come si legge nel dispositivo, il giudice del lavoro Luca Fadda «dichiara la parziale sopravvenuta cessazione della materia del contendere in relazione all’applicabilità dei contratti collettivi aziendali ex Sitav ed ex Siser a far data dal 31 dicembre 2024, rigetta per il resto il ricorso e compensa integralmente tra le parti le spese di lite». Ciò, inoltre, viene dichiarato «ogni altra domanda, eccezione e deduzione respinta». Nel ricorso che i dipendenti avevano presentato, proprio mentre erano in corso le trattative tra azienda e sindacati per giungere al nuovo contratto aziendale unico che avrebbe sostituito il regolamento aziendale, gli stessi chiedevano, attraverso ovviamente i loro avvocati, che il giudice dichiarasse il loro diritto a «mantenere i contratti collettivi aziendali ex Siser ed ex Sitav e la relativa contrattazione complementare così come avvenuto sino al 18 giugno 2015», oltre che «di condannare l’azienda al pagamento delle differenze retributive maturate tra il 18 giugno 2015 e il 10 luglio 2017».