AOSTA (qdn) «Come immagina il Governo di costruire un ospedale intero dal costo “monstre” non meglio identificato, quando in un anno e mezzo non è neanche riuscito a scavare un buco di 1.300 metri quadrati? Siamo di fronte a una odiosa presa in giro. Il cantiere dell’ospedale è un ginepraio in cui anche i funzionari regionali fanno fatica a districarsi. Sono senza parole». Lo ha detto il consigliere regionale di Rassemblement Valdôtain Diego Lucianaz che ha presentato in aula un’interpellanza sull’andamento dei lavori delle centrali tecnologiche dell’Ospedale “Parini”. «Abbiamo nuovamente assistito – ha aggiunto – alla solita tiritera condita dalla cultura bizantineggiante dell’Assessore. Le persone comuni, però, non sono disposte a farsi incantare dalle parole».
«Gli interventi sulle reti tecnologiche hanno interessato, in particolare, la rete del gas metano ad alta pressione. – ha replicato l’assessore Carlo Marzi – Le operazioni si sono concluse alla fine del mese di novembre con la messa in funzione della nuova cabina di riduzione del gas di fronte a via Chaligne consentendo la dismissione e messa in sicurezza del vecchio impianto, interferente con i lavori di scavo del corpo G3. Questo non ha comportato una interruzione dei lavori, ma una dilatazione temporale dovuta, essenzialmente, alle difficoltà di fornitura di elementi impiantistici a cura di Italgas. Le “circostanze impreviste ed imprevedibili” sono essenzialmente da ricondursi a complicazioni, impedimenti, difficoltà, e anche ritardi, di intervento da parte della società Italgas che ha effettivamente operato soltanto nel 2024, e alla disponibilità parziale, nel corso del 2024, dei sedimi di realizzazione degli scavi. L’aumento dei costi segnalato è principalmente legato all’adozione di una tecnica di scavo e di sostegno delle pareti del terreno che consente di procedere più celermente riducendo al minimo lo slittamento del termine contrattuale per dare ultimati i lavori».


