Sanità

Da parte dell'Associazione Barbara & Co alla Breast Unit della Struttura complessa di Chirurgia toracica

Donato un dermopigmentatore all’Ospedale. “Per riconoscersi di nuovo dopo il cancro”

Ingrandisci la foto: Da sinistra la direttrice della Direzione Professioni sanitarie dell’Usl Laura Plati, la direttrice dell’Ospedale Rita Ippolito, il direttore della Chirurgia toracica Carlo Droz Blanc, Rosita Marcoz, l’infermiera Samanta Maio, l'assessore alla Sanità Carlo Marzi, Barbara Biasia Gex dell'associazione Barbara&Co, Elisabetta Allera, l’infermiera Romina De Gattis, Ilaria Fapperdue e Luigi Bolici del Savt, Ilenia Noussan e Remo Dalbard
Da sinistra la direttrice della Direzione Professioni sanitarie dell’Usl Laura Plati, la direttrice dell’Ospedale Rita Ippolito, il direttore della Chirurgia toracica Carlo Droz Blanc, Rosita Marcoz, l’infermiera Samanta Maio, l'assessore alla Sanità Carlo Marzi, Barbara Biasia Gex dell'associazione Barbara&Co, Elisabetta Allera, l’infermiera Romina De Gattis, Ilaria Fapperdue e Luigi Bolici del Savt, Ilenia Noussan e Remo Dalbard
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AOSTA (mye) Sono molti i segni che restano dopo una malattia oncologica. Non è solo sofferenza fisica, ma anche il non riconoscersi più dopo le operazioni e i trattamenti. L’attenzione per le donne, in particolare dopo il tumore al seno, richiede anche macchinari, come l’apparecchiatura per il tatuaggio medicale. «Dopo la malattia, per esempio le sopracciglia non crescono più. – spiega Barbara Biasia, che attraverso la sua associazione Barbara&Co ha raccolto donazioni per un nuovo macchinario – Donare un dermopigmentatore all’avanguardia al reparto di Oncologia dell’Ospedale Parini di Aosta significa contribuire a una cura che non si limita alle terapie, ma si prende carico anche della dimensione emotiva della persona». Ad aver bisogno di una ricostruzione non è solo il sopracciglio, che Barbara si è fatta ritoccare per mostrare come funziona la macchina, giovedì 22 ottobre. «Grazie a questa nuova apparecchiatura, per la quale ringraziamo l’Associazione Barbara&Co, possiamo valorizzare ulteriormente un’attività che abbiamo costruito negli anni, investendo nella formazione e nella specializzazione dei nostri professionisti. – spiega Carlo Droz Blanc, direttore della Chirurgia toracica dell’Ospedale Parini di Aosta – La ricostruzione dell’areola-capezzolo rappresenta spesso l’ultimo passaggio di un percorso chirurgico e terapeutico molto impegnativo. Non è semplicemente un dettaglio estetico: per molte donne significa potersi guardare nuovamente allo specchio e riconoscersi. È un momento particolarmente significativo anche per gli operatori che le hanno accompagnate durante la malattia». «Poter contare su tecnologie moderne e sicure ci permette di offrire un servizio sempre più accurato – dice Sara Dematteis, infermiera con funzione organizzativa della Chirurgia toracica – e di accompagnare le pazienti con maggiore qualità anche in questa fase delicata, in cui il recupero dell’immagine corporea contribuisce al benessere e alla fiducia in sé stesse. L’impegno dell’Associazione nella lotta contro il tumore metastatico, e la vicinanza concreta che dimostra ai pazienti e a chi se ne prende cura, sono per noi un esempio e una grande motivazione. Vi assicuriamo che l’apparecchio sarà utilizzato con cura e professionalità, a beneficio di tutte le pazienti che si rivolgeranno al nostro ambulatorio».

Coprire il costo del macchinario non è stato immediato, sono arrivati anche dei forse e dei no. Poi però la generosità ha avuto il sopravvento. Ecco i donatori: Savt, Cofruits, Renzo Bionaz, Gabriella Cuc, Edildueci srl, Elisabetta Allera, Ilenia Noussan, Katia Luboz, Remo Dalbard, Leviti srl, “Alessia Macrì- Elite quality hair”, Rosita Marcoz, Davide Bochet, Fondazione Oncologica Valle d’Aosta e persino due amici dall’Olanda Jaap Jarmsen e Carla Hatelman. Inoltre la ditta fornitrice Stem Medicali ha praticato uno sconto importante.

Elena Meynet