AOSTA (mye) Sono molti i segni che restano dopo una malattia oncologica. Non è solo sofferenza fisica, ma anche il non riconoscersi più dopo le operazioni e i trattamenti. L’attenzione per le donne, in particolare dopo il tumore al seno, richiede anche macchinari, come l’apparecchiatura per il tatuaggio medicale. «Dopo la malattia, per esempio le sopracciglia non crescono più. – spiega Barbara Biasia, che attraverso la sua associazione Barbara&Co ha raccolto donazioni per un nuovo macchinario – Donare un dermopigmentatore all’avanguardia al reparto di Oncologia dell’Ospedale Parini di Aosta significa contribuire a una cura che non si limita alle terapie, ma si prende carico anche della dimensione emotiva della persona». Ad aver bisogno di una ricostruzione non è solo il sopracciglio, che Barbara si è fatta ritoccare per mostrare come funziona la macchina, giovedì 22 ottobre. «Grazie a questa nuova apparecchiatura, per la quale ringraziamo l’Associazione Barbara&Co, possiamo valorizzare ulteriormente un’attività che abbiamo costruito negli anni, investendo nella formazione e nella specializzazione dei nostri professionisti. – spiega Carlo Droz Blanc, direttore della Chirurgia toracica dell’Ospedale Parini di Aosta – La ricostruzione dell’areola-capezzolo rappresenta spesso l’ultimo passaggio di un percorso chirurgico e terapeutico molto impegnativo. Non è semplicemente un dettaglio estetico: per molte donne significa potersi guardare nuovamente allo specchio e riconoscersi. È un momento particolarmente significativo anche per gli operatori che le hanno accompagnate durante la malattia». «Poter contare su tecnologie moderne e sicure ci permette di offrire un servizio sempre più accurato – dice Sara Dematteis, infermiera con funzione organizzativa della Chirurgia toracica – e di accompagnare le pazienti con maggiore qualità anche in questa fase delicata, in cui il recupero dell’immagine corporea contribuisce al benessere e alla fiducia in sé stesse. L’impegno dell’Associazione nella lotta contro il tumore metastatico, e la vicinanza concreta che dimostra ai pazienti e a chi se ne prende cura, sono per noi un esempio e una grande motivazione. Vi assicuriamo che l’apparecchio sarà utilizzato con cura e professionalità, a beneficio di tutte le pazienti che si rivolgeranno al nostro ambulatorio».
Coprire il costo del macchinario non è stato immediato, sono arrivati anche dei forse e dei no. Poi però la generosità ha avuto il sopravvento. Ecco i donatori: Savt, Cofruits, Renzo Bionaz, Gabriella Cuc, Edildueci srl, Elisabetta Allera, Ilenia Noussan, Katia Luboz, Remo Dalbard, Leviti srl, “Alessia Macrì- Elite quality hair”, Rosita Marcoz, Davide Bochet, Fondazione Oncologica Valle d’Aosta e persino due amici dall’Olanda Jaap Jarmsen e Carla Hatelman. Inoltre la ditta fornitrice Stem Medicali ha praticato uno sconto importante.
Elena Meynet