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La costruzione dei nuovi corpi della “fase 3”, per un investimento di 140 milioni, inizierà nel mese di gennaio 2026

Il futuro dell’Ospedale “Parini” è iniziato con i lavori per intercettare la falda acquifera

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AOSTA (qdn) Dovrebbero partire nel gennaio del 2026, per concludersi dopo 4 anni, i lavori di ampliamento dell’Ospedale regionale “Umberto Parini” di Aosta. Nei giorni scorsi si è chiusa la gara per la costruzione dei 3 nuovi corpi, con la presentazione di 6 offerte, che andranno ora vagliate dai tecnici. L’aggiudicazione provvisoria potrebbe arrivare nel mese di novembre.

Il costo della “fase 3” ammonta a 140 dei 200 milioni di euro già stanziati a bilancio e prevede la realizzazione di 3 nuovi corpi. Il corpo K sarà il cuore del nuovo ospedale: 7 piani all’avanguardia che ospiteranno Pronto soccorso e Diagnostica, sale operatorie e degenze. Sul tetto troverà posto l’elisuperficie per le emergenze. Un ponte a 2 livelli sopra viale Ginevra – con al suo interno studi medici e spazi per colloqui con i familiari – collegherà il nuovo edificio al resto del complesso. Il corpo L – ovvero la Hospital Street per l’accoglienza dei visitatori e la ristorazione, con una sala conferenze – è progettato per integrarsi con la città.

Si realizzeranno dapprima i corpi nuovi mentre solo in una seconda fase si procederà alla ristrutturazione degli edifici esistenti, una strategia che garantirà la continuità dei servizi, senza mai interrompere l’assistenza ai pazienti.

Le centrali tecnologiche situate su via Saint-Martin-de-Corléans sono attualmente in fase di realizzazione e forniranno l’energia prima al nuovo ospedale e poi all’interno complesso rinnovato.

L’ospedale diventerà infatti all’avanguardia anche in tema di sostenibilità: il cuore del sistema energetico sarà la geotermia che consentirà la climatizzazione estiva e invernale. È prevista anche la connessione al teleriscaldamento cittadino. Sulla copertura verranno collocati i pannelli fotovoltaici.

Il complesso, alimentato con sistema geotermico e collegato al teleriscaldamento cittadino, disporrà di circa 900 posti auto sotterranei collegati con percorsi coperti dal nuovo ospedale. Il reparto materno infantile avrà accesso anche da via San Martin de Corléans. Saranno disponibili più di 450 posti letto distribuiti tra i diversi edifici.

La “scatola” delle centrali il primo lavoro
Da alcune settimane sono in corso i lavori per la costruzione della “scatola” della future centrali tecnologiche. «Si tratta al momento – spiega Fabio Fabiani presidente della Siv, la società che sta gestendo la realizzazione del nuovo ospedale – della sola parte civile, quindi non dell’impiantistica. Abbiamo voluto guadagnare tempo rispetto ai lavori che inizieranno nei prossimi mesi.»

La centrale in costruzione sarà il cuore della generazione di energia calda e fredda per l’intero complesso ospedaliero, intercettando a circa 25 metri di profondità una falda acquifera, la cui temperatura è costante di 12 gradi. Un vero torrente di acqua che passa sotto l’attuale corso Saint-Martin del Corléans. Così sono stati spostati sul lato di via Chaligne i depositi dei rifiuti e si è iniziato a scavare l’area a fianco all’attuale laboratorio delle analisi del sangue. La “scatola”, come viene definita, avrà un’altezza di 25 metri, su 2 livelli, con una rampa per l’accesso dei mezzi destinati alla manutenzione. Il costo è di oltre 4 milioni di euro, quasi interamente coperto da fondi statali.

«Questo primo lavoro – evidenzia Fabio Fabiani – deve essere ultimato a dicembre, per ricevere secondo le nostre tempistiche l’impiantistica. I pozzi che verranno scavati saranno a fianco alla costruzione e ad essa collegati.”

In vista del prossimo enorme cantiere che interesserà la realizzazione del nuovo corpo ospedaliero tra viale Ginevra e via Guedoz per i tecnici della Siv è basilare guadagnare tempo in ogni possibile frangente e così sta avvenendo con la “scatola”, che una volta interrata con le sue pompe di calore, verrà ricoperta da un parcheggio di 180 posti auto con accesso diretto da corso Saint-Martin de Corléans. “Tutto quanto possiamo fare ora non comporterà ritardi per il futuro” è la giusta teoria di Fabio Fabiani, perché “dobbiamo cercare di guadagnare tempo in ogni possibile contesto”.