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Bonus 500 euro: è stato avviato l’iter per l’estensione al personale educativo del Convitto regionale Federico Chabod

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AOSTA (fci) Alla luce del recente orientamento giurisprudenziale che riconosce al personale educativo della scuola il diritto a beneficiare del Bonus di 500 euro per la formazione e l’autoformazione, la Regione ha intrapreso un percorso per estendere con una apposita norma di legge tale beneficio anche al personale educativo del Convitto regionale Federico Chabod (foto).

«Questa decisione è stata condivisa con le organizzazioni sindacali scolastiche in un incontro tenutosi a fine gennaio, durante il quale l’Amministrazione ha ribadito il proprio impegno a risolvere la questione in modo concreto ed efficace. – si legge in una nota – L’obiettivo è garantire un trattamento equo e uniforme, evitando inutili complicazioni e dispersioni di risorse. Un intervento legislativo strutturale rappresenta la soluzione più solida e definitiva, in grado di tutelare tutti i lavoratori interessati senza generare incertezze o ulteriori contenziosi».

«La legge regionale numero 18 del 3 agosto 2016, inizialmente rivolta ai soli docenti di ruolo, è già stata modificata con la legge regionale numero 25 del 2023, per includere anche i docenti con contratto a tempo determinato. – sottolinea l’assessore Jean-Pierre Guichardaz – Con il nuovo intervento normativo, attualmente in fase di predisposizione, si vuole garantire lo stesso diritto anche al personale educativo, sanando eventuali situazioni pregresse e ponendo fine alle controversie in corso. Per questo motivo, sorprende apprendere che, nonostante il confronto costante con le parti sindacali e il percorso condiviso per risolvere la questione, una sigla sindacale abbia comunque deciso di incoraggiare i propri iscritti a presentare ricorso contro l’Amministrazione regionale».

Avviare un contenzioso con la pubblica amministrazione comporta un onere per chi lo intraprende e genera costi per l’intera collettività. Infatti, le risorse che la Regione impiega per gli oneri legali, sia propri che, in caso di condanna, delle controparti, «potrebbero essere destinate a interventi più utili e di maggior impatto per il sistema educativo e per la comunità nel suo complesso». Inoltre, i vantaggi ottenuti attraverso la via giudiziaria risultano spesso limitati e frammentari, considerato anche che le sentenze non si applicano indistintamente agli educatori, ma riguardano solo i singoli ricorrenti, mentre una soluzione normativa garantisce un risultato stabile e definitivo per tutti.

«L’impegno dell’Amministrazione – precisa l’Assessore – è volto a risolvere le problematiche con pragmatismo e senso di responsabilità, offrendo risposte concrete ed evitando inutili sprechi di tempo, energie e denaro pubblico. L’intervento normativo avviato rappresenta la strada più efficace e sostenibile per tutelare i diritti del personale educativo, nell’interesse di tutti».