AOSTA (mye) Il dimensionamento scolastico in Valle d’Aosta non sarà semplice e non si completerà nel triennio 2026-2028. Il processo è nazionale e tutte le Regioni hanno dovuto comunicare il proprio progetto al Ministero entro dicembre 2025, pena il commissariamento.
La riorganizzazione che il Ministero dell’Istruzione e del Merito vorrebbe, prevede che le sedi scolastiche attivabili abbiano circa 930 studenti, con accorpamenti che stanno mettendo in difficoltà anche regioni grandi come la Toscana. Per la Valle d’Aosta, la discussione è aperta e il progetto in divenire.
La prima proposta
Quello che sembra chiaro è che occorre ragionare per poli scolastici, ma d’altro canto le particolarità del territorio richiedono molti accorgimenti. La prima conferenza dei servizi, a fine agosto, dei dirigenti scolastici con la sovraintendente agli studi Marina Fey, aveva visto l’intervento dell’assessore Erik Lavevaz e anche la partecipazione delle scuole paritarie del secondo ciclo.
Il discorso si è prolungato, con incontri con il Celva, soprattutto per i servizi ai bambini da 0 a 6 anni, per sentire i sindaci e i presidenti delle Unité des Communes e, per le politiche sociali, l’assessore Carlo Marzi. Carta geografica alla mano, appunti sulle esigenze di tutti, la prossima riunione con i dirigenti scolastici sarà martedì 29 settembre per chiudere la prima fase del progetto, poi giovedì 1° ottobre ci sarà l’incontro con i sindacati.
Nuovi poli scolastici
L’attenzione, in particolare per le scuole superiori, è sulla Bassa Valle. Gli obiettivi sono 2: aggiornare e ottimizzare l’offerta formativa e arginare la migrazione di studenti, ora una ventina, che scelgono di studiare ad Ivrea. Anzi, la tendenza dovrebbe invertirsi e attirare i piemontesi.
Dal 2010 ci sono già stati alcuni spostamenti e chiusure, per esempio il passaggio del liceo linguistico dal Maria Adelaide al Bérard, oppure le chiusure degli indirizzi tecnici a Saint-Vincent e Châtillon (Panorama) o dello scientifico a Pont-Saint-Martin, accorpati poi all’ex Brambilla di Verrès.
Il tetto dei 930 studenti per istituzione è un po’ alto per la Valle d’Aosta, che si orienta verso un più realistico numero tra i 700 e gli 800. Intanto, però, bisogna fare i conti anche con gli spazi disponibili: se guardiamo le scuole superiori, ad Aosta la scuola polmone in via Chavanne è diventata la sede del Liceo scienze umane e scienze applicate Regina Maria Adelaide, mentre lo scientifico Bérard rimane nel prefabbricato di viale Federico Chabod. Il Manzetti sta per essere abbattuto e ricostruito, mentre il Liceo-ginnasio di fronte ai giardini Lussu non si può ancora occupare e il Liceo classico, artistico, musicale ondeggia su 5 sedi, tra cui un prefabbricato e aule prestate dall’UniVdA. Anche l’ITPR Gex trasborda dalla sua sede tutta nuova del 2010 e si fa ospitare dove ci sono aule.
“Anche sull’edilizia scolastica, stiamo agendo per consolidare e razionalizzare. – precisa l’assessore Erik Lavevaz – Per questo abbiamo coinvolto da subito il Celva e anche i singoli comuni: da una parte attraverso il lavoro sui servizi dagli 0 ai 6 anni, per garantire a tutti i bimbi le stesse opportunità di accesso a un percorso integrato, inclusivo e di qualità; dall’altra c’è una maggiore attenzione al finanziamento degli interventi degli enti locali, perché ciascuno di essi si inserisca nel contesto regionale e porti a investimenti mirati. Su Aosta, abbiamo già individuato risorse importanti per interventi fondamentali come quelli sul nuovo Manzetti, sulla nuova palestra, sugli spazi ex-banca di corso Padre Lorenzo. E davanti a noi c’è il grande intervento su via Torino, che completerà il quadro”.
La nuova organizzazione ragionerà per poli scolastici e potrebbe valutare un biennio comune, ad esempio nei licei, posticipando la scelta dell’indirizzo, ma anche un’apertura alle nuove proposte del Ministero dell’Istruzione e del Merito, creando le condizioni per la nascita delle ITS Academy anche in Valle d’Aosta.
Ci vuole tempo
Il dimensionamento riguarda il periodo 2026-2028 ma di anni ne serviranno almeno 6, sia per aspettare i tempi dell’edilizia scolastica sia per adattarsi gradualmente alle richieste del territorio.
“Il dimensionamento non si completa con un singolo intervento, – precisa Erik Lavevaz – è un percorso che prevede azioni oggi, altre fra 3 anni e altre ancora fra 6. L’obiettivo è quello di dare un’offerta formativa articolata e completa, ma che sia allo stesso tempo chiaramente leggibile: le famiglie devono essere facilitate nell’orientamento e le scuole devono avere una connotazione e una vocazione esplicite. Un’offerta di questo tipo è chiamata a rispondere alle esigenze e alle inclinazioni di ciascuno studente: da una parte per valorizzare le eccellenze, dall’altra per ridurre la dispersione scolastica. Il tutto facendo i conti con l’onda lunga della denatalità, che porterà numeri diversi che impongono dei cambiamenti”.
D’altra parte, nei prossimi anni tutto potrebbe cambiare, anche il nome delle scuole. Un polo dei licei scientifici, per esempio, potrebbe portare ad una sola sede e ad un nuovo nome.
Verrès resta nel cuore di molti, che hanno visto rinascere l’ex Brambilla e, per qualche anno, ospitare anche i laboratori di meccatronica e un biennio del Politecnico di Torino. Bocciata l’idea di spostare lì tutti gli indirizzi legati all’informatica, per compensare il calo di iscrizioni nell’elettronica, quest’ultima potrebbe invece trovare casa in viale Federico Chabod ad Aosta.
Ci sarebbero altri progetti, anche per arginare le migrazioni verso il Piemonte. Lo studentato previsto a Verrès sarà presto dato in appalto, anche se potrebbe essere valutata, quale opzione per gli studenti viaggianti, la possibilità di un accordo con il Gervasone. La Media e Bassa Valle è in cerca di una nuova identità scolastica, che non duplichi né Ivrea né Aosta. Potrebbe essere un nuovo polo tecnologico, con sbocco nell’ITS.
Pure Pont-Saint-Martin cerca altre strade. Si parla di un liceo, o forse un indirizzo tecnico, sportivo con un orientamento verso la realtà della montagna, il Comune potrebbe contribuire. Un percorso scolastico che porti inoltre ad una qualifica o una abilitazione come guida di media montagna potrebbe attirare studenti per indirizzi che non ci sono a Ivrea.
Saint-Vincent, invece, si prepara ad accogliere nel 2027/28 è un liceo scientifico a indirizzo sportivo, come sede distaccata dell’Isiltelp.
“Sulla Bassa Valle, la complessità territoriale è maggiore – conclude l’assessore Lavevaz – da una parte dobbiamo porre attenzione a chi risiede nelle valli laterali, dall’altra tenere conto della vicinanza del Piemonte e della sua offerta. Nel rispetto delle scelte organizzative e formative di ciascuna famiglia, crediamo che la Valle d’Aosta possa proporre percorsi innovativi e calati sulla nostra realtà, capaci di essere attraenti”.
