AOSTA (qdn) Anche una delegazione della Coldiretti Valle d’Aosta era presente giovedì scorso, 18 dicembre, a Bruxelles alla protesta degli agricoltori contro le politiche europee e – si legge in una nota di Coldiretti VdA – «denunciare la deriva autocratica imposta da Von der Leyen, che vuole togliere risorse alle imprese agricole e al cibo sano per finanziare i carri armati, minando così anche la salute dei cittadini consumatori». Tra le cause della protesta: «La riduzione del 25 per cento dei fondi della Politica agricola comune e sua diluizione in un fondo unico. Per l’Italia si tratta di un taglio netto di 9 miliardi, che salgono a 90 se si considera l’intera Ue. Una decisione irresponsabile di Von der Leyen che provocherà il tracollo della produzione agroalimentare europea, favorendo un boom di importazioni da Paesi come quelli del Mercosur, privi degli stessi standard su utilizzo di pesticidi, protezione ambientale e diritti dei lavoratori».
«Gli insensati tagli alla Pac e la proposta di un fondo unico agricolo mettono in ginocchio gli agricoltori italiani, e in particolare quelli valdostani. – dichiara Alessia Gontier, presidente di Coldiretti Valle d’Aosta – servono risorse certe e regole distinte per la Pac, per garantire la permanenza degli agricoltori nelle aree marginali e cibo di alta qualità ai cittadini consumatori».
Elio Gasco, direttore di Coldiretti Valle d’Aosta, denuncia invece come anche la burocrazia europea continui a schiacciare le aziende agricole: «Le norme e i sistemi complessi dell’Ue rappresentano un altro ostacolo alla crescita e alla sostenibilità delle nostre imprese. È fondamentale semplificare le procedure e destinare risorse adeguate per sostenere il reddito agricolo, che rappresenta anche un presidio ambientale e culturale fondamentale».


