Agricoltura

Batailles de Reines L’allevatore di Brissogne ha fatto la storia dei combats

Dopo oltre 40 anni una finale senza bovine di Michele Bionaz. “L’ambiente ora mi piace meno”

Ingrandisci la foto: Michele Bionaz all’arena Croix-Noire durante uno dei tanti giri d’onore con le sue reines
Michele Bionaz all’arena Croix-Noire durante uno dei tanti giri d’onore con le sue reines
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BRISSOGNE (qdn) Tra gli allevatori che non presenteranno bovine alla finale regionale di domani, domenica 25 ottobre, un nome spicca su tutti: quello di Michele Bionaz. E’ un’assenza che pesa e che è difficile da credere: da oltre 40 anni infatti l’allevatore di Brissogne non mancava mai a una Regionale e il più delle volte finiva tra i migliori. Straordinario selezionatore di reines, proprietario di bovine leggendarie come Baronne (reina regionale di terza categoria nel 2014 e nel 2015), Feysan (reina regionale di seconda nel 2008 e nel 2009) e Guerra (reina regionale di prima nel 2002 e nel 2003), Michele Bionaz è uno dei grandi nomi del circuito.

«Partecipavo ininterrottamente alla Regionale da 42 anni. O forse sono 43, non ricordo con esattezza. – dice Michele Bionaz – Quest’anno avevamo qualificato Latrà con il secondo posto in terza categoria a Pollein, ma ha abortito quindi non la possiamo portare».

Da qualche anno Michele ha passato l’azienda al figlio Patrick, che porta avanti la grande passione del papà. L’assenza alla Regionale di quest’anno non significa che i nuovi bosquet abbiano smesso di rimpinguare la ricchissima collezione che adorna la stalla di Brissogne: proprio sabato scorso, 17 ottobre, la loro Ares ha conquistato il titolo di seconda categoria tra i manzi al Trophée Ville d’Aoste (si veda l’articolo «Trophée Ville d’Aoste nel ricordo di Gerardo Beneyton»).

In questi decenni Michele Bionaz ha visto cambiare il mondo delle batailles e non ha problemi a dirlo. «L’ambiente non mi piace più granché, c’è troppa esaltazione e meno amicizia. – confida – Sembra che i giovani sappiano tutto loro e noi vecchi, che fatichiamo con la tecnologia, ci sentiamo a volte un po’ presi in giro. Lo dico senza intenzione di offendere nessuno, per carità, ma bisognerebbe tornare alla normalità. Poi io ho 69 anni, la mia carriera l’ho fatta, quest’anno non sono quasi andato a vedere le battaglie e non so nemmeno se sarò presente domenica».

La famiglia Bionaz però nel fine settimana in arena ci sarà sicuramente: presenterà infatti 2 bovine nel Combat du Premier Veau e altre 2 nel Combat des Communautés de Montagne.