AOSTA (qdn) C’è un motivo in più per essere tra gli spettatori che domani, domenica 25 ottobre, assisteranno alla finale del 69esimo concours régional delle batailles de reines. Sarà l’ultima volta che si potrà vedere in azione Farchetta, la leggendaria reina di Lorenzo Rosset di Nus, che tenterà di conquistare il quinto bosquet regionale consecutivo in terza categoria. Un’impresa mai riuscita a nessuna bovina prima di lei, in nessuna categoria di peso. In realtà Farchetta farà già la storia quando domenica incrocerà le corna per il primo incontro: nessuna reina – nemmeno Sirène dei Viérin, regina regionale per 4 volte dal 1966 al 1969 -, ha mai difeso il titolo per la quarta volta consecutiva.
L’ultima sfida di Farchetta
Qualunque sia il risultato, per Farchetta sarà comunque l’ultima grande recita. «Sì, sarà la sua ultima uscita» conferma Lorenzo Rosset, che aggiunge ridendo: «Come sta? Fin troppo bene! E’ il quinto anno che devo “lottare” per tenerla nel peso, in modo che resti in terza categoria». L’estate della “super reina” di Nus è stata – fino a un certo punto – la fotocopia di quelle degli anni scorsi: la salita all’alpeggio Pierrey, nel vallone di Saint-Barthélemy, dove è stata ancora una volta regina della mandria. Poi, però, un banale incidente ha rischiato di compromettere la sua partecipazione alla finale. «Si è tagliata sotto l’occhio, da sola, in stalla, non so neanch’io bene come abbia fatto. – racconta Lorenzo Rosset – Abbiamo dovuto metterle 10 o 15 punti e poi l’abbiamo portata a valle con una ventina di giorni di anticipo perché avevo paura che in qualche battaglia si riaprisse la ferita. In seguito, quando è stata meglio, i punti se li è tolti da sola». Farchetta è così rimasta isolata nell’ultimo periodo e in questi giorni ha pascolato con i vitelli, separata dalle altre. Lorenzo Rosset domenica porterà solo lei in arena, quest’anno non ha partecipato ad eliminatorie con bovine a suo nome. «Emozione? Era stata più forte al primo anno. Ora, certo, so che tutti gli occhi saranno puntati su di lei. – sottolinea l’allevatore di Nus – La terza categoria sarà un “massacro”. Ci sono più mucche e poi tantissime sono molto, molto preparate».
Qualcuna fa più paura di altre? «Penso a Samba di Dario Bétemps, regina a Pollein, – risponde Lorenzo Rosset – alla regina di Gignod Bambinò di Aurelio Crétier, alla reina di Courmayeur Merlitta di Balicco-Patruno e poi naturalmente a Tormenta dei Quendoz che era stata seconda lo scorso anno. Ma tutte le regine di concorso sono pericolose, e non solo loro».
La possibilità di compiere un’impresa mai riuscita prima nella storia delle batailles è un peso? «Riuscire a esserci anche quest’anno è già un traguardo e a una bovina come Farchetta, con tutto quello che mi ha già dato, non posso chiedere di più. Vedremo come andrà. Sicuramente è in forma» conclude Lorenzo Rosset.
Per Suisse un’estate difficile “Ma adesso è in forma”
«Suisse sta bene, anche se ha passato un’estate un po’ difficile». Ymac Frassy – che domenica porterà in campo la 2 volte regina di prima categoria insieme al suo socio Christopher Letey – fa il punto della situazione a pochi giorni dal grande appuntamento. Anche per Suisse, come per Farchetta, vincere sarebbe un risultato storico: per ritrovare 3 successi di fila nel primo peso bisogna tornare indietro fino a Venise dei Frères Clos, imbattuta dal 2004 al 2006. Negli scorsi mesi, però, Suisse ha fatto trepidare non poco i suoi proprietari. «Prima si è fatta male a una spalla, si è messa fuori posto 3 nervi, e l’abbiamo sistemata a luglio. – spiega Ymac Frassy – Poi ha avuto un guaio agli occhi. Ha trascorso come al solito l’estate al mayen di Chamin, a Arvier, insieme ad alcune mucche bianche e rosse. Per il caldo, però, c’erano tantissime mosche che le hanno causato un problema per cui abbiamo dovuto curarla e tenerla in stalla per un mese ad agosto. Adesso si è ripresa, sta bene, anche se pesa una trentina di chili in meno dello scorso anno: è intorno ai 750».
L’attesa ora è tutta per domenica. «Conta tanto la fortuna, tantissimo. – commenta Ymac Frassy – E’ fondamentale evitare ai primi turni le bovine più forti, altrimenti è impossibile arrivare in fondo. Soprattutto in prima categoria, dove le bestie sono più pesanti, si stancano di più e si fanno più male». Ha in mente qualche avversaria che eviterebbe volentieri? «Certo, ce ne sono diverse! – risponde – Sirène dei Clos, Berlin di Massimiliano Garin, Lionne di Enzo Marcoz, Ardita di Chentre-Dalbard e anche Bijou di Edy Gontier. E poi qualunque bovina può trovare la giornata giusta». Oltre a Suisse, Ymac Frassy e Christopher Letey porteranno in campo pure Belva: «Secondo me anche lei può fare molto bene in secondo peso, è in formissima e anche di peso è perfetta» confida Ymac Frassy.
Berlin, la grande assente
Tra le assenti all’arena Croix-Noire figura invece la regina regionale in carica di seconda categoria Berlin di Simon e Julien Charbonnier. «Purtroppo ha abortito martedì 6 ottobre scorso. – conferma Simon Charbonnier – E’ un vero peccato perché stava benissimo, ci abbiamo sperato quasi fino all’ultimo. Dispiace molto, ma fa parte della natura, può succedere». Per i Charbonnier Berlin era stata la prima regina regionale ed è un vero peccato che non possano riaccompagnarla in arena domenica. Saranno comunque presenti alla finale con Rubio e Mystère, entrambe qualificatisi al concorso di Aosta rispettivamente con un secondo posto in terza categoria e un terzo in seconda.
Daniel Quey


