Alpi e dintorni

«Grand Paradis Ice Climbing» sabato e domenica a Valsavarenche

Ingrandisci la foto: «Grand Paradis Ice Climbing» sabato e domenica a Valsavarenche
3 minuti di lettura

VALSAVARENCHE (fci) La Società delle Guide del Gran Paradiso in collaborazione con la guida Anna Torretta e con l’Amministrazione comunale, l’Associazione Vivre Valsavarenche, la pro loco e lo Sci Club Valsavarenche propongono una «due giorni» dedicata all’arrampicata sulle cascate di ghiaccio della località. Si tratta del «Grand Paradis Ice Climbing » che questo fine settimana – sabato 7 e domenica 8 febbraio – offre a esperti, principianti e anche a persone diversamente abili l’opportunità di avvicinarsi o di perfezionare le proprie capacità in questa disciplina. Oggi sabato 7 febbraio l’appuntamento è al «Berio» a Eaux Rousses dalle 9 alle 15: i partecipanti vengono suddivisi in 3 gruppi (principianti, avanzati e diversamente abili) ai quali vengono proposti 6 atelier. La giornata prosegue alle 15.30 alla pista di fondo a Dégioz (campo sportivo), dove è prevista una divertente gara di ice sliding: un avanzamento orizzontale con picozze anziché verticale. I partecipanti si sdraieranno su una “slitta” per percorrere un tragitto utilizzando l’attrezzatura normalmente impiegata per le ascensioni invernali delle cascate. Dalle 18 la sala del consiglio comunale in municipio a Dégioz ospita la proiezione de « L’evoluzione dell’arrampicata su ghiaccio in Valle d’Aosta» a cura delle guide alpine Corrado Gontier e Anna Torretta.

Domani, domenica 9, si replicherà sempre alle 9 al «Berio» di Eaux Rousses per gli scalatori, seguendo le stesse modalità del giorno precedente (per questa giornata non è prevista la formazione di un gruppo dedicato alle persone diversamente abili).

“Over the trip”, una nuova via di misto a lato di “Trip in the night”
Trip in the night e la sua variante Trip in the light sono due itinerari che salgono una famosa e ben frequentata cascata in Valsavarenche. Trip in the night è stata aperta nel marzo del 1988 da Fabrizio Bertino e Roberto Zorzettig. A fine anni Ottanta la via ha segnato un momento importante per la disciplina, un bel salto in avanti e oggi è una grande classica, tra le più adocchiate della Valle d’Aosta, anche per via della sua indiscutibile bellezza. La settimana scorsa, Leo Gheza è andato a ripeterla con Giulia Compagnoni, e buttando un occhio a destra non ha potuto fare a meno di notare una bella linea (foto) : è tornato il giorno dopo con Luca Matteucci e l’hanno salita. La via è stata quindi aperta interamente dal basso, su una linea sostanzialmente indipendente. “La prima sosta può essere in comune, quindi alterna roccia e ghiaccio. Gli agganci sono buoni, ci sono diverse tacchettine, alternate a meduse strapiombanti, che rappresentano la parte un po’ più fisica. L’ultimo tiro segue una fessura, attrezzata con due spit e tre friends. L’ultima sosta è in comune con la cascata, da lì ci si può calare fino alla prima. In progressione abbiamo usato tre chiodi e cinque spit” racconta Leo Gheza a Lo Scarpone del Cai. Ha voluto battezzare la via Over the trip, proponendo il grado di WI6, M8 R, sviluppo 100 metri su 3 tiri.

Sabato scorso, 31 gennaio, Leo Gheza è tornato per liberarla insieme a Giulia e ha notato condizioni che progressivamente sono cambiate. “Le temperature variavano da meno 3 a più 2 gradi, l’ho vista degradare lentamente, a metà iniziava a scollarsi. C’è da dire però che, rispetto alla cascata, la linea è sicuramente più sicura, a parità di condizioni meteo presenta condizioni migliori. Avrei piacere che qualcuno la ripetesse. Non è super chiodata, non al metro, ma per chi vuole uscire un po’ dalla propria comfort zone è sicuramente una bella esperienza, non è nemmeno una via estrema”.