Alta Valle

DOMENICA 1° NOVEMBRE LA FESTA. TUTTO INIZIÒ CON ARTURO ALLERA

Cogne, Lou Ressignon compie sessant’anni. Una storia fatta con la voglia di stare insieme

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COGNE (mes) C’è chi ancora oggi lo chiama «Da Arturo», oppure «Chez Arthur», come si faceva quando a guidare il locale c’era lui. Un nome che resiste al passare degli anni e che racconta meglio di tante parole quanto una persona possa lasciare il segno nella storia di un paese. Il Ristorante Lou Ressignon festeggia 60 anni di attività e, con questo importante traguardo, custodisce una storia fatta di intuizioni, legami familiari e convivialità, iniziata nel 1966 grazie ad Arturo Allera, classe 1930, mancato nel 2004 74enne.

La festa ufficiale è in programma domenica 1° novembre, dalle 17 in avanti, per condividere con i clienti storici e con quelli più recenti un anniversario che appartiene non soltanto alla famiglia, ma anche alla comunità di Cogne.

«Sarà un momento per celebrare con tutti i nostri clienti, vecchi e nuovi, questa importante tappa del nostro percorso», racconta la figlia Elisabetta Allera, che oggi gestisce l’attività insieme al fratello Davide.

Per comprendere lo spirito de Lou Ressignon bisogna partire dal suo nome. Nel significato legato alla tradizione locale, il «ressignon» richiama quel momento della notte in cui ci si ritrova con gli amici per chiacchierare, bere un bicchiere di vino, giocare a carte e «fare festa». Un’idea di socialità che Arturo Allera trasformò in realtà con un’intuizione decisamente moderna per l’epoca: ricavare una discoteca nella tavernetta della casa di famiglia, creando uno spazio dedicato soprattutto ai giovani del paese, che all’epoca mancava.

«Papà Arturo era un uomo moderno, molto all’avanguardia. – ricorda Elisabetta Allera – Se le persone adulte avevano già i propri luoghi di ritrovo, i ragazzi non disponevano di uno spazio altrettanto riconoscibile in cui incontrarsi e trascorrere le serate in compagnia. Arturo comprese quell’esigenza e decise di offrire loro un luogo dove stare insieme, ascoltare musica e divertirsi».

La discoteca rimase in attività per ben 50 anni, fino al 2016. Accanto ad Arturo, fin dai primi tempi, furono la sorella Elda, oggi 93enne, e la moglie Jose Vola, che lo aiutavano ai fornelli. La cucina era inizialmente semplice, con una proposta limitata ma già saldamente legata alla tradizione del territorio. Tra i piatti che caratterizzarono da subito il locale vi era la seupetta alla cogneintze, preparata con riso, crostoni di pane e Fontina. Una ricetta che divenne il vero cavallo di battaglia del ristorante e che ancora oggi è presente nel menù. La storia de Lou Ressignon è anche quella di una famiglia che ha trovato nel lavoro condiviso il proprio futuro. Davide Allera cominciò ad aiutare il padre giovanissimo, dopo aver deciso di non proseguire gli studi. «Fu mandato a dare una mano in cucina, al termine delle scuole medie, – racconta Elisabetta Allera – senza sapere che quella sarebbe diventata la sua strada. Con il tempo, la cucina si è trasformata nella sua professione, portandolo a diventare uno chef rinomato».

Anche Elisabetta Allera, classe 1972, ha costruito il proprio percorso professionale intorno al locale di famiglia. Durante gli studi universitari a Chambéry, cominciò a collaborare nei fine settimana, quando rientrava a Cogne. «Quando tornavo dall’università, dopo una settimana trascorsa fuori, davo una mano. Il tempo passato lontano da Cogne per studiare mi faceva capire che stavo bene nel locale di famiglia» ricorda.

Il padre Arturo era un uomo accogliente e solare, appassionato di sport e grande sciatore. Il suo impegno per Cogne si manifestò anche attraverso il contributo alla fondazione della scuola di sci del paese, sport che amava moltissimo.

Una personalità dinamica, capace di coltivare interessi diversi e di trasformare le proprie intuizioni in occasioni di incontro e crescita. Quando morì, nel 2004, lasciò un grande vuoto nella famiglia e in quanti lo avevano conosciuto. Proprio in quel momento, però, i figli trovarono la motivazione per continuare il cammino da lui avviato. Già nel 2002 Arturo Allera aveva immaginato un ampliamento dell’attività, un progetto che non riuscì a realizzare personalmente. I figli Davide ed Elisabetta ne raccolsero l’eredità, scegliendo di proseguire la tradizione e di accompagnare il locale in una nuova fase.

Nel 2007 la casa di famiglia fu ristrutturata e ingrandita, vennero aggiunte alcune camere e diventò anche locanda. Oggi, accanto a Davide ed Elisabetta, vi è Aurora Atzori, moglie di Davide. Anche i figli della coppia, Emma e Matteo, rispettivamente di 19 e 18 anni, partecipano – quando possono – alla vita del ristorante. In 60 anni sono cambiate le abitudini, la cucina e le esigenze degli ospiti. Il menu si è evoluto, accogliendo nuove proposte e aggiornamenti, ma la famiglia Allera ha scelto di conservare alcuni piatti storici e di mantenere intatto lo spirito di familiarità che caratterizza Lou Ressignon.

La seupetta à la cogneinze, ancora oggi nella carta, ne è forse l’esempio più significativo: un sapore che attraversa il tempo e continua a raccontare dove tutto è cominciato.

Alessandra Merlo