Cronaca

Abbattono uno stambecco, denunciati in tre dalla Forestale per bracconaggio

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SAINT-RHÉMY-EN-BOSSES (ces) Il Corpo forestale della Valle d’Aosta ha denunciato per bracconaggio tre cacciatori residenti a Saint-Rhémy-en-Bosses: David Chesaux, 39 anni, e i fratelli Pierre André e Frederic Avoyer, rispettivamente di 29 e 26 anni. L’operazione, condotta dal personale delle stazioni di Etroubles e Aosta, è iniziata all’alba di lunedì 19 ottobre ed è terminata con una perquisizione domiciliare nella notte. Secondo quanto accertato, i 3 sono sono titolari di regolare licenza venatoria. Avrebbero abbattuto, nella zona del Colle del Gran San Bernardo, uno stambecco, specie che la legge indica come protetta e non cacciabile. La strada per il Colle era chiusa al traffico e l’area era avvolta da nuvole basse. Nonostante le condizioni meteo, gli agenti hanno notato il gruppo a distanza, lo hanno seguito e hanno documentato con riprese video l’appostamento, l’osservazione e lo sparo che ha ucciso l’animale. Dopo l’abbattimento, i forestali hanno assistito al sezionamento dell’ungulato. La testa era stata nascosta sotto alcune rocce, con probabile finalità di recupero successivo del trofeo, mentre la parte restante del corpo, ripulita, era stata portata via. Il materiale occultato è stato recuperato dagli agenti. A seguire, i forestali si sono recati al domicilio dei tre. Nella perquisizione, durante la quale i soggetti si sono mostrati collaborativi, è stato trovato il corpo dello stambecco, un maschio di circa 3 anni conservato nel fienile, e in un congelatore il corpo di una marmotta, altra specie protetta e non cacciabile. Nei confronti dei 3 è scattata la denuncia a piede libero per bracconaggio, con la segnalazione alla Procura della Repubblica e il sequestro delle armi usate nell’abbattimento. In via cautelativa sono stati prelevati anche gli altri fucili detenuti e le munizioni rinvenute. La Questura valuterà l’eventuale ritiro del porto d’armi per la caccia, mentre l’Amministrazione regionale dovrà pronunciarsi sulle licenze venatorie.

Le reazioni degli ambientalisti

In una nota Legambiente e Lipu della Valle d’Aosta esprimono profonda indignazione e preoccupazione per il quanto accaduto: «I 3 denunciati sono cacciatori in possesso di regolare licenza. Inoltre sono persone giovani, della generazione da cui almeno ci attenderemmo un approccio più consapevole alla natura. Questo, diciamolo con chiarezza, non significa attribuire responsabilità all’intera categoria ma rende indispensabile una riflessione seria all’interno del mondo della caccia».

«Ci aspettiamo una condanna pubblica, chiara e senza ambiguità – affermano Gianpaolo Fedi e Anna Rita Parlagreco, rispettivamente presidente di Legambiente Valle d’Aosta e delegata Lipu Aosta – da parte delle associazioni venatorie, del Comitato regionale per la gestione venatoria e delle istituzioni politiche regionali. Non sarebbero sufficienti generiche prese di distanza dal bracconaggio: occorre affermare con decisione che comportamenti di questo tipo sono incompatibili con qualsiasi forma di gestione responsabile della fauna selvatica».