AOSTA (zgn) L’udienza preliminare nei confronti di Luca Dovigo, comandante del Corpo Forestale della Valle d’Aosta accusato di rivelazione di segreti d’ufficio, è iniziata martedì scorso, 11 febbraio. L’ipotesi di reato è nata da uno dei filoni investigativi sull’incendio che, nel luglio 2023, bruciò 115 ettari di terreno, di cui 90 boschivi, distruggendo 2 abitazioni e danneggiandone un’altra nei Comuni di Aymavilles e Villeneuve.
Per la Procura, il comandante Luca Dovigo, in una telefonata intercettata il 7 agosto 2023, avrebbe rivelato all’allora dirigente regionale (oggi non più in servizio) Flavio Vertui notizie sulle attività disposte dall’ufficio inquirente, sulle modalità degli accertamenti, oltre alla finalità investigativa allora perseguita, che dovevano restare riservate.
Un secondo capo d’imputazione di cui deve rispondere Luca Dovigo riguarda le dichiarazioni rilasciate in un’intervista, a proposito del punto di origine delle fiamme. La relazione dei Forestali aveva ipotizzato che fosse stato un mozzicone di sigaretta, lanciato da un’auto, all’origine dell’incendio. Ricostruzione che non aveva convinto il Pubblico ministero che aveva nominato un consulente tecnico. A seguito degli accertamenti, la Procura ha ritenuto che l’innesco sia partito da un cortocircuito in un traliccio della linea di media tensione mal funzionante. Ipotesi che Luca Dovigo avrebbe in qualche modo confermato, secondo l’accusa, indicando durante un’intervista al Tg regionale proprio un traliccio per spiegare da dove si erano sviluppate le fiamme. Anche per questo episodio Luca Dovigo deve rispondere di rivelazione di notizie riservate.
Luca Dovigo ha sempre respinto le accuse e la difesa ribadisce che non vi è mai stata alcuna rivelazione del segreto d’ufficio. Sono una quindicina gli indagati a vario titolo sull’origine dolosa dell’incendio: coinvolte l’azienda Deval per la mancata manutenzione della linea, la Sky Aviation per i ritardi nello spegnimento del rogo, anche a causa di un elicottero con una benna difettosa, e per aver truffato la Regione, con cui avevano un contratto, inserendo ore di volo non effettuate, e la Protezione civile per non aver gestito adeguatamente l’emergenza.
Martedì scorso, sia la pubblica accusa – rappresentata dal pm Giovanni Roteglia -, sia la difesa di Luca Dovigo – assistito dall’avvocato Corrado Bellora – hanno depositato dei documenti. Per consentire alle parti la valutazione e l’approfondimento di tali atti, l’udienza è stata aggiornata a mercoledì 2 aprile. La richiesta di rinvio a giudizio era stata formulata lo scorso mese di ottobre.


