BARD (zgn) E’ stata inaugurata la sera di ieri, venerdì 30 ottobre, nel Forte di Bard, la mostra “Franco Moschino. Ceci n’est pas une exposition” che potrà essere visitata fino a lunedì 29 marzo 2027. L’esposizione presenta nelle sale delle cantine un percorso inedito che celebra il genio visionario, ironico e profondamente rivoluzionario dell’enfant prodige della moda Franco Moschino. il percorso espositivo raccoglie oltre 200 fotografie, alcuni dei vestiti più iconici e preziosi materiali d’archivio che ripercorrono la carriera di uno dei più straordinari innovatori del fashion system mondiale, un artista che ha fatto della provocazione, del gioco e del rifiuto dei dogmi accademici la propria inconfondibile firma.
Franco Moschino è ricordato infatti non solo come un grande stilista, ma come un artista a tutto tondo che ha usato la moda per commentare la società, spingendo i confini della creatività e lasciando un segno indelebile nella storia del costume: stilista rivoluzionario, pubblicitario provocatore, pacifista e precursore del movimento eco-friendly. Lui stesso amava definirsi un “pittore” che usava la moda come mezzo per esprimere la sua arte e la sua visione. Le sue creazioni, caratterizzate da un’ironia pungente e un’estetica pop e anticonformista, si propongono come parodia e critica dello stesso mondo della moda. Rielabora capi classici, aggiungendo dettagli irriverenti, come tailleur “alla Chanel” con girandole al posto dei bottoni o il celebre tubino nero con il prezzo ricamato sul capo, o addirittura gonne realizzate interamente di cravatte.
Sperimentatore ed ecologista ante litteram, è stato uno dei primi couturier a far sfilare pellicce ecologiche, inaugurando quello che diventerà un vero e proprio trend.
L’Italia è stata per Moschino un patrimonio di simboli, un territorio infinito d’esplorazione. Il suo immaginario comprendeva la Gioconda di Leonardo, il David di Michelangelo, i Pupi Siciliani – che si vedono usati come ciondoli in un look total black – La Gazzetta dello Sport, Il golfo di Napoli: tutto diventava materia plastica per creare una moda non solo elegante ma anche divertente, ironica e giocosa. Un’eredità che ancora oggi ispira le nuove generazioni di creativi.
Lo spazio espositivo si trasforma quindi in un vero e proprio manifesto di libertà creativa e di aperta critica alle convenzioni della moda. Ad accogliere il pubblico, una galleria fotografica lungo 40 metri che catapulta immediatamente i visitatori nell’universo dello stilista. Il percorso espositivo si sviluppa nelle 6 sale tematiche, ritmate da installazioni luminose al neon. In un flusso continuo tra arte e moda, gli scatti storici di Stefano Babic, Sergio Caminata e Stefano Pandini dialogano con la spettacolarità delle leggendarie vetrine della maison, le provocatorie campagne pubblicitarie e una selezione mirata di abiti vintage originali.
