Cultura e spettacolo

Ricostruita sulla base di documenti dell’epoca nell’ultimo libro di Mauro Caniggia Nicolotti e Luca Poggianti

Innocenzo Manzetti, geniale inventore del telefono al centro di una spy story tra Stati Uniti ed Europa

2 minuti di lettura

AOSTA (zgn) «L’inventore del telefono. Innocenzo Manzetti, un genio italiano al centro di una spy story tra America ed Europa» è il nuovo libro di Mauro Caniggia Nicolotti e Luca Poggianti. Il volume, che esce in occasione del bicentenario della nascita di Innocenzo Manzetti, è pubblicato dalla casa editrice Lindau di Torino, nella collana «I delfini» (2026, 160 pagine – 18 euro). Attraverso fonti risalenti alla stessa epoca dei fatti, il volume ricostruisce la straordinaria vicenda di Innocenzo Manzetti, geniale ed eclettica figura di inventore, nato ad Aosta nel 1826 dove è scomparso nel 1877. Creatore di meccanismi e dispositivi innovativi quali, fra gli altri, il prodigioso automa suonatore di flauto – realizzato quando aveva solo 14 anni -, la vettura a vapore, la macchina per la pasta, l’idrovora e il triciclo a tre posti, nel 1865 Innocenzo Manzetti giunse alla trasmissione elettrica della voce, prima quindi di Antonio Meucci e di Alexander Graham Bell. Il libro segue l’evoluzione tecnica degli apparati messi a punto, le prove sperimentali, le reazioni della stampa italiana ed europea, fino alla circolazione internazionale della notizia. Vengono poi ripercorse le vicende giudiziarie che si accesero in merito all’attribuzione della paternità del telefono e che coinvolsero le più alte sfere giudiziarie, politiche e sociali americane. Ne risulta un quadro della nascita della telefonia molto ampio e complesso nell’ambito del quale emerge indiscutibilmente la figura di Innocenzo Manzetti come primo vero inventore. Nel confronto tra Innocenzo Manzetti e Alexander Graham Bell, la questione della priorità cronologica appare oggi piuttosto chiara. Il telefono presentato ad Aosta nel 1865 precedette infatti di ben 11 anni il brevetto depositato da Alexander Graham Bell nel 1876. La differenza decisiva non riguardò tanto l’idea tecnica, quanto la capacità di proteggerla e trasformarla in un progetto industriale. Alexander Graham Bell comprese immediatamente l’importanza del brevetto e si mosse con rapidità nel sistema economico e giuridico statunitense. Fu questo passaggio – più ancora della realizzazione tecnica dell’apparecchio – a permettergli di costruire il futuro impero della telefonia.

Il libro è in vendita nelle librerie di tutta Italia e sulle principali piattaforme.