Dal giornale

«La mancanza di certezza delle risorse finanziarie a supporto del bilancio regionale impedisce qualunque strategia seria e duratura»

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Nato ad Aosta il 26 giugno 1975, sposato con tre figli, Giampaolo Marcoz è il candidato alla Camera della coalizione Per tutti, pour tous, pe tcheut che riunisce Alpe, Stella Alpina e Pour Notre Vallée-Area Civica (con l’appoggio esterno di Mouv’). Vive ad Aosta dove svolge l’attività di notaio. Dopo la maturità classica presso il Liceo di Aosta, nel 1998 si laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Torino, dove approfondisce il diritto costituzionale e regionale.

Nel 2002 ottiene l’abilitazione alla professione di avvocato, e nel 2005 alla professione di notaio.

Dal 2016 è membro del Consiglio Nazionale del Notariato, con delega alla Comunicazione e all’Innovazione. E’ intervenuto in più occasioni in audizione presso il Senato della Repubblica nella discussione delle tematiche delicate della legge «Dopo di Noi» e nella discussione della legge di Bilancio.

Nel 2017 è membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Trust in Italia per la quale si occupa del contratto di affidamento fiduciario per la tutela delle persone disabili.

Quale è secondo Giampaolo Marcoz l’emergenza più importante per la Valle d’Aosta oggi?

«La Valle d’Aosta vive il momento di crisi economica più grave degli ultimi quarant’anni, che ha portato la nostra regione a livelli di disoccupazione superiori a quelli di molte regioni del nord Italia, con percentuali di crescita insufficienti. Manca una prospettiva politica di lungo periodo che restituisca ai valdostani una speranza per il futuro, che indichi loro quale è la via per uscire dalla crisi. La mancanza di certezza delle risorse finanziarie a supporto del bilancio regionale impedisce qualunque strategia seria e duratura. Questa è la più grande emergenza che, ove eletto, cercherò di superare».

Ciclicamente, in occasione delle varie tornate elettorali, si è fatto il suo nome come possibile candidato. Cosa l’ha spinta a scendere in campo questa volta? E’ perchè con questa coalizione?

«La situazione di crisi in cui versa la Valle d’Aosta in questo momento è davvero grave e investe non solo l’economia, ma anche i valori fondanti la nostra società prima fra tutti la famiglia. Di questa crisi siamo un po’ tutti responsabili e ognuno dovrebbe mettere a disposizione il tempo e le energie di cui dispone per provare a invertire la rotta. Ho scelto di candidarmi alle elezioni politiche perché credo che la mia professionalità, l’abitudine a lavorare sulle norme giuridiche e la mia conoscenza del Parlamento maturata in questi ultimi tre anni in Consiglio Nazionale possano essere in questo modo messe a servizio della comunità.

La scelta di questa coalizione nasce dalla necessità di un cambiamento del modo di fare politica; il progetto Per tutti, pour tous, pe tcheut vuole riunire tutti i valdostani che hanno a cuore il futuro della Regione, abbandonando logiche superate di battaglie inutili e dannose tra schieramenti. È ora di unire, partendo dalla gente, tutti coloro che vogliono di più per la nostra amata Valle d’Aosta».

Cosa le sta chiedendo la gente in campagna elettorale? Quali sono i problemi più sentiti dalla popolazione?

«La gente vuole cambiare, vuole ricominciare a credere in futuro migliore nel quale la politica sia a servizio di tutti, in modo chiaro, trasparente, responsabile e serio. La gente è disorientata di fronte ai continui scandali e ha perso fiducia nella politica. Non crede più nella possibilità di cambiare le cose, i giovani faticano a capire cosa voglia dire governare il territorio e impegnarsi per il bene pubblico. Il problema più grave è proprio quello della mancanza di un senso di comunità e di speranza».

La salvaguardia dell’autonomia è uno dei temi della campagna elettorale. Spieghi perchè questo è un tema ancora attuale e perchè, riguardo a ciò, gli elettori dovrebbero scegliere voi.

«Tutti i partiti si dichiarano autonomisti e dicono di volere salvaguardare la nostra autonomia. L’autonomia è la garanzia di potere amministrare direttamente il proprio territorio ed è stata oggetto di gravi minacce nelle ultime legislature da provvedimenti legislativi di tutte le forze politiche nazionali. L’autonomia può essere salvaguardata solo da chi è indipendente dai partiti nazionali e credo che solo la nostra lista possa garantire questo presupposto. Chiunque appartenga o abbia firmato accordi preventivi con partiti nazionali non potrà essere davvero libero di difendere l’autonomia, ma sarà costretto a soccombere di fronte agli ordini del partito che appoggia e che persegue interessi contrari alla Valle d’Aosta. L’autonomia deve poi essere ripensata perché deve diventare il motore della ripresa economica e culturale della Valle d’Aosta».

Che fine ha fatto il progetto Valle d’Aosta 2050?

«Il progetto ha ottenuto il risultato di spostare l’attenzione delle persone verso i reali problemi della società e creando una nuova sensibilità nella società civile. La scelta di mettersi in gioco da parte di molte persone nuove in diversi liste dimostra che siamo riusciti a riaccendere l’attenzione e l’interesse di tanti verso la politica».

Se non sarà eletto in Parlamento, si candiderà alle prossime elezioni regionali? Ed eventualmente con chi?

«Spero di riuscire ad essere eletto alla Camera perché credo che la mia esperienza e la mia professionalità siano adatte per quell’incarico e spero di potere rappresentare tutti i valdostani in modo serio, attento e trasparente. Non credo sia il momento di parlare delle elezioni regionali».

Quale è il compenso giusto per un parlamentare?

«Credo che come in ogni professione il compenso debba essere rapportato ai risultati che si realizzano. Molti parlamentari hanno un numero elevatissimo di assenze, non lavorano nelle commissioni, non presentano testi di legge. Credo che un po’ di sana meritocrazia dovrebbe essere inserita anche nella politica».