Una delegazione del Dipartimento delle Politiche del Lavoro e dei Centri per l’impiego ha partecipato nei giorni scorsi a Marsiglia ad un incontro sui temi del lavoro e sui modelli di servizio dei vari territori. Tra le varie iniziative, i valdostani hanno visitato un Pôle Emploi francese. «Siamo di fronte ad una grande trasformazione dei centri per l’impiego, introdotta dalla misura del reddito di cittadinanza, che vogliamo cogliere come opportunità al fine di migliorare i nostri servizi per il lavoro. – spiega l’assessore regionale Luigi Bertschy – Abbiamo preso parte ad uno degli incontri previsti all’interno di un progetto tra i Pôle Emploi di Marsiglia, l’Agenzia del Lavoro di Trento e alcune enti italiani. Con lo stesso obiettivo abbiamo già fissato una visita, che faremo ad ottobre a Trento, per valutare il modello trentino dei servizi al lavoro e alla formazione».
Tornando alla struttura dei centri per l’impiego francesi, «abbiamo potuto osservare come il loro modello sia basato su una organizzazione e una rete capillare utilissima a far emergere i bisogni e a coordinare gli interventi, un forte orientamento alla presa in carico della persona, un rapporto strutturato e consolidato con le imprese. – prosegue Luigi Bertschy – Rilevante anche la differenza nell’approccio alla raccolta delle informazioni necessarie a costruire i progetti di ricollocazione che non è più basata sul mestiere, ma su un concetto più evoluto che riguarda le competenze necessarie ad allargare le possibilità di ritrovare un impiego».
I punti di forza dei Pôle Emploi francesi secondo l’Assessore sono quattro: «Il primo è il livello di professionalità degli operatori che vengono costantemente formati per dedicarsi poi con competenza ai diversi servizi, con particolare attenzione ai giovani e a coloro che sono lontani dal mercato del lavoro. – afferma l’Assessore – Il secondo è la rete che hanno saputo costruire basata sul volontariato e su un sistema pubblico-privato che mette i Pôle emploi al centro del sistema lavoro in una logica di corresponsabilità dei progetti e delle azioni. Il terzo è l’importanza che viene data alle sedi dei Pôle Emploi che sono moderne, accoglienti e danno un’idea che c’è un sistema che ha voglia e capacità di dare prospettive e speranza alle persone. Il quarto è la grande attenzione alla dematerializzazione dei documenti che è basata su un robusto e efficiente modello informatico che coinvolge anche gli stessi utenti».
Per quanto riguarda la nostra regione, per migliorare i servizi per il lavoro e per la formazione «In questi primi 9 mesi abbiamo analizzato la situazione e cercato di costruire un percorso serio per fare ripartire le politiche del lavoro con ordine e metodo. E’ stata avviata la costruzione partecipata del nuovo Piano Politiche del Lavoro, su cui verranno finanziate iniziative di politica attiva, come ormai non succedeva da anni, e la definizione di una legge quadro di riferimento che innovi e aggiorni l’impianto normativo sul tema. La riorganizzazione dei servizi dell’impiego si inserisce a pieno titolo in questa fase e dobbiamo avere l’ambizione politica di fare al riguardo un deciso salto di qualità oltre che attraverso l’attuazione di politiche attive mirate pure con l’individuazione di una nuova sede per i servizi per l’impiego. Abbiamo anche iniziato a costruire una rete di collaborazione con enti e associazioni che ci ha permesso di finanziare alcuni progetti sperimentali di formazione. A fine mese verrà convocato il primo Consiglio Politico del Lavoro che servirà per fare il punto della situazione. A inizio ottobre si svolgeranno a Verrés i Job Training Days, evento che darà l’avvio ad una serie di appuntamenti che ci permetteranno di approfondire le diverse tematiche legate al lavoro.
Nella visita abbiamo anche potuto vedere come la capacità di raccogliere ed elaborare dati costruendo su di essi strategie di investimento sia un tassello fondamentale degli interventi di politica attiva. – conclude l’assessore Luigi Bertschy – Il nostro modello è troppo sbilanciato sull’analisi e meno sulle ricadute attraverso una elaborazione attiva dei dati».


