E’ scoppiata una tempesta di polemiche dopo lo sfogo di suor Clara Cigna, direttrice della Piccola Casa della Divina Provvidenza di Saint-Vincent, che in un’intervista ad AostaSera, poi ripresa da diversi social, aveva rivelato una situazione drammatica per il numero di morti e contagiati a causa del Coronavirus nella struttura, e aveva dichiarato che «Siamo stati abbandonati e lasciati soli come cani. Quando tutto finirà andremo via, non c’è più motivo di restare qui. Nessun’altra regione in questa emergenza si è comportata in questo modo con le nostre strutture per anziani». Affermazioni di cui si è successivamente scusata la diretta interessata, sostenendo che «Presa da un momento di stanchezza ho espresso alcune affermazioni non corrispondenti al vero». Dal canto suo, l’assessore alla Sanità Mauro Baccega precisa di aver avviato immediatamente le verifiche necessarie chiedendo una relazione ai medici dell’Azienda Usl, a quelli privati e alle infermiere intervenuti nella struttura che , è privata. «Si sottolinea che i medici dell’Usl – riferisce l’assessore Baccega – sono intervenuti più volte nella struttura impartendo tutte le disposizioni previste dai piani approvati dal Gruppo regionale medico specialistico. Tutto ciò è confermato dalle dichiarazioni pubbliche della Direttrice e dell’infermiera del Cottolengo. Nell’ultima visita i medici hanno visitato tutti i 18 ospiti, di cui 17 positivi al Covid-19, e 1 negativo. Dei 17 positivi, tutti isolati, 1 è ricoverato in ospedale. Durante le visite, sono state evidenziate le criticità presenti nella struttura e date indicazioni per porvi rimedio. La stessa Direttrice e l’infermiera del Cottolengo, hanno, con comunicazioni inviate via mail, smentito quanto riportato sull’articolo, dichiarando che gli Enti pubblici, Regione, Comune di Saint-Vincent e Azienda Usl sono stati al loro fianco nell’affrontare questa emergenza con tempestività, attenzione e professionalità».
Sulla vicenda, e più in generale sulla gestione delle strutture per anziani, intervengono con una dura nota congiunta le Funzioni Pubbliche e i Sindacati dei Pensionati Cgil, Cisl e Uil. «L’ultimo amaro caso – si legge – è quello della Piccola Casa della Divina Provvidenza di Saint-Vincent che dimostra la totale assenza dell’Assessorato regionale della Sanità. Il 95 per cento degli ospiti è positivo al Covid-19 e non lascia spazio ad altre interpretazioni lo sfogo iniziale (poi rettificato, ma comunque significativo) della Direttrice della struttura della cittadina termale: “Siamo stati lasciati soli come cani”. Una frase che è come un pugnale, e che, secondo noi, non si discosta dalla realtà. Nel 2020 un’affermazione del genere fa rabbrividire, perché è vero che lo stato di emergenza sanitaria non era prevedibile (soprattutto di questa portata), ma è anche vero che dal punto di vista gestionale e organizzativo abbiamo denotato approssimazione e superficialità. Saint-Vincent purtroppo è solo una delle tante strutture per anziani abbandonate a se stesse. Siamo esterrefatti davanti alle dichiarazioni dell’assessore alla Ssanità Baccega che chiede una relazione alla struttura. Che metodi sono questi? Ma dove viviamo? Da chi siamo gestiti? Ci si limita a una relazione a fatto accaduto? La Piccola Casa della Divina Provvidenza conferma lo stato totale di abbandono delle case di riposo. Ma non c’è solo questo, purtroppo. Sul Père Laurent auspichiamo che la magistratura faccia chiarezza e che questo sia anche l’inizio per portare a galla le gestioni di tutte le altre strutture per anziani. Siamo la regione con il più alto tasso di percentuale per quanto concerne la propagazione del contagio. Un triste primato».

