Economia

UNA QUARANTINA I DIPENDENTI

I Carrefour Market di St-Christophe e Aosta sono in liquidazione

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AOSTA (fci) Le forniture si sono fermate ormai da 2 settimane, con la conseguenza che gli scaffali, soprattutto nei reparti del fresco, come frutta e verdura, sono sempre più vuoti e di clienti se ne vedono sempre meno. Dopo la chiusura del supermercato Carrefour di corso Battaglione Aosta, sono i 2 punti vendita in franchising di piazza Plouves e di Saint-Christophe ad affrontare questo periodo di crisi. Il proprietario ha comunicato ai sindacati di aver presentato istanza di liquidazione giudiziale. Una mossa che ora porterà, nei prossimi 15-45 giorni, alla nomina di un curatore fallimentare.

Sullo sfondo, c’è la vendita di tutti i supermercati della Carrefour Italia al gruppo New Princes, proprietario del marchio GS, un’operazione da 1 miliardo di euro. Che però non riguarderebbe i piccoli punti in franchising, di privati che utilizzano soltanto le insegne e le forniture. Per questi, il sindacato chiede un intervento specifico. Intanto, per i prossimi mesi, si prospetta il ricorso agli ammortizzatori sociali.

La situazione dei punti vendita Carrefour di piazza Plouves ad Aosta e di Saint-Christophe coinvolge complessivamente una quarantina di lavoratori.

«NewPrinces ha acquisito Carrefour Italia e ha successivamente avviato il percorso di rilancio della rete attraverso il marchio GS, annunciando investimenti e un progetto di sviluppo della distribuzione. Tuttavia, per i lavoratori di Aosta e Saint-Christophe, oggi non esiste ancora una risposta chiara sul loro futuro occupazionale da parte del gruppo» si legge in una nota Cgil.

Di fronte a questa situazione, la Cgil Valle d’Aosta e la Filcams Cgil Valle d’Aosta «intendono ribadire con chiarezza la propria posizione: i lavoratori non devono essere lasciati soli e la procedura di liquidazione non può significare automaticamente la perdita delle tutele occupazionali, contrattuali e retributive maturate».

nale per il futuro».

La Cgil e la Filcams Cgil Valle d’Aosta «seguiranno direttamente l’iter della procedura di liquidazione giudiziale, con l’obiettivo di tutelare nel modo più efficace possibile i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Particolare attenzione sarà dedicata a tutti gli aspetti legati alle spettanze economiche e retributive, ai diritti contrattuali ed eventuali ammortizzatori sociali, verificando per ciascuna lavoratrice e ciascun lavoratore quali siano gli strumenti concretamente utilizzabili per garantire la massima tutela possibile durante la fase di transizione».

La Cgil e la Filcams intendono inoltre spingere con forza affinché la procedura non si traduca nella dispersione di oltre 40 professionalità e di altrettanti posti di lavoro. L’obiettivo sindacale è quello di favorire, in ogni modo possibile, il riassorbimento delle lavoratrici e dei lavoratori, attraverso un eventuale impegno del gruppo GS/NewPrinces.

Riflettere sui supermercati nella cintura di Aosta

La chiusura del Carrefour di corso Battaglione e la prospettiva di cessazione del punto vendita di piazza Plouves, ad Aosta, impongono «una riflessione sulle conseguenze del continuo proliferare di supermercati nella cintura di Aosta, da Sarre a Saint-Christophe».

Lo afferma Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio Valle d’Aosta. « Riteniamo – aggiunge – che questa espansione contribuisca alle difficoltà delle attività esistenti, distribuendo la domanda su un numero crescente di superfici commerciali e indebolendo gli esercizi di vicinato e in generale tutte le attività commerciali presenti in Aosta».

Per Confcommercio, quanto sta accadendo «rafforza la contrarietà alla realizzazione di un’ulteriore superficie di vendita di media dimensione nel quartiere Dora».

L’associazione ribadisce «la necessità di proseguire con il confronto con il Comune di Aosta e con la Regione, al fine di individuare le zone più esposte alla perdita di punti vendita e approfondire le condizioni che possono favorire la continuità delle attività esistenti e il recupero degli spazi commerciali inutilizzati».

Secondo il presidente Dominidiato «accessibilità pedonale, collegamenti con il trasporto pubblico, possibilità di sosta breve gratuita e sostenibilità dei costi di gestione sono aspetti da considerare insieme».