Economia

TRA MEMORIA, FORMAZIONE E PROSPETTIVE. ALL’ANNIVERSARIO ANCHE I RAPPRESENTANTI DELLE ISTITUZIONI E DI CONFCOOPERATIVE

La Fédération des Coopératives Valdôtaines ha festeggiato 50 anni. Cooperative e consorzi protagonisti dell’evento a Palazzo regionale

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AOSTA (fci) Atto costitutivo il 9 ottobre 1976, 243 enti associati oggi, per un totale di circa 60.000 soci, praticamente un valdostano su due.

La Fédération des Coopératives Valdôtaines ha celebrato i suoi cinquant’anni nella mattinata di sabato 26 settembre, nella sala Maria Ida Viglino di Palazzo regionale ad Aosta, riunendo rappresentanti degli enti associati, delle istituzioni valdostane e del movimento cooperativo nazionale.

In questi 50 anni, alla guida della Fédération si sono succeduti 6 presidenti: Ernesto Breuvé dal 1976 al 1979, Cipriano Roveyaz dal 1979 al 1984, Riccardo Creton dal 1984 al 2006, Luigi Cerise dal 2006 al 2015, Lea Lugon dal 2015 al 2021 e Davide Casola, in carica dal 2021.

A lungo affidata a Germano Gorrex, direttore dal 1983 al 2024, la direzione è passata nel 2025 a Richard Lanièce.

Ora, a distanza di mezzo secolo, è stato rivissuto un percorso che attraversa settori diversi dell’economia e della società valdostana: dall’agricoltura alla cultura, dall’edilizia al credito, dalla cooperazione sociale ai consorzi di miglioramento fondiario.

A raccontarlo sono state le persone che ne fanno parte, attraverso testimonianze, immagini e riflessioni sul contributo della cooperazione allo sviluppo del territorio e sulle sue prospettive.

Condotto dal direttore Richard Lanièce, l’incontro si è aperto con un video che ripercorre «Mezzo secolo di cooperazione«, seguito dall’intervento del presidente Davide Casola e dal videomessaggio del presidente di Confcooperative Maurizio Gardini, che ha sottolineato come «in Valle d’Aosta la cooperazione è un modello attuale, capace di tenere insieme sviluppo economico, coesione sociale e cura del territorio».

Il presidente Casola ha evidenziato che «50 anni non sono solo una data sul calendario, ma sono una storia fatta di visioni, lavoro e crescita condivisa. In Valle d’Aosta la cooperazione non è mai stata un semplice modello di impresa, ma un modo di vivere, di essere, di fare comunità. In una regione dove la geografia impone grandi sfide quotidiane, in cui la natura richiede rispetto ed equilibrio, la cooperazione nasce da un bisogno primario: la solidarietà. Mezzo secolo fa i nostri fondatori avevano avuto un’intuizione straordinaria: unire le forze per dar voce al singolo. In Valle d’Aosta la cooperazione è un modello che può e deve funzionare, che porta sul territorio valdostano un valore economico e sociale fondamentale. Ora guardiamo avanti ai prossimi cinquant’anni e alle sfide che ci aspettano, e che mi auguro di affrontare con la stessa audacia e forza dei nostri soci fondatori: penso in particolare ai cambiamenti climatici, alla transizione energetica e digitale, e al ricambio generazionale».

Hanno quindi portato i saluti istituzionali il presidente della Regione Renzo Testolin, l’assessore allo Sviluppo economico Luigi Bertschy, quello al Commercio Giulio Grosjacques e i parlamentari valdostani Franco Manes e Nicoletta Spelgatti.

La lettura di una poesia dedicata alla Fédération, affidata a Francesca Amato e Guido Lamberti, membro del consiglio direttivo della Fédération e presidente di Atamas Teatro, ha preceduto l’intervento della direttrice generale di Confcooperative Fabiola Di Loreto, che ne ha ripercorso la storia sottolineando come «la cooperazione è l’unica forma d’impresa che trova menzione nella costituzione: la storia che, come Confcooperative, ci portiamo dietro da più di cento anni è una storia che non si può disgiungere da quella del Paese. La cooperazione deve sviluppare economia, deve sviluppare lavoro, ma dando priorità alle persone e non ai capitali».

Fabiola Di Loreto ha poi proposto una panoramica sul mondo cooperativo in seno a Confcooperative, con numero in calo in termini di associati, «ma le circa 16.000 cooperative che abbiamo sono più forti, più strutturato, e hanno maggiore capacità di investimento».

Per poi concludere con una domanda: «Quale è il nostro futuro? Ha ancora senso parlare di cooperazione? Sì, perché la cooperazione risponde sempre più ai nuovi bisogni delle nostre comunità».

Con la testimonianza di Maria Cosentino, della cooperativa Il Cielo in una pentola, si è aperto lo spazio dedicato alle esperienze degli enti associati.

È seguito un approfondimento sulla formazione con Giancarlo Toscano, responsabile di Irecoop, che ha ripercorso le tappe dell’ente e il suo ruolo.

Il confronto è proseguito con i rappresentanti delle diverse realtà della Fédération, sollecitati dalle domande di Richard Lanièce e Davide Casola.

Sono intervenuti Raffaella Roveyaz per La Libellula, André Gerbore per La Cave des Onze Communes, Fabio Bolzoni direttore generale della Bcc Valdostana, Erika Galassi per il Consorzio Irriguo e di miglioramento fondiario Porossan, Lino Savin per la cooperativa Forza e Luce di Aosta e Nathalie Grange per Più Press.

Le loro testimonianze hanno affiancato ai ricordi una riflessione sul presente e sul futuro della cooperazione, sulle esigenze degli enti associati e sul ruolo che possono continuare a svolgere nel tessuto economico e sociale della Valle d’Aosta.

Prima del momento finale è intervenuta Anna Manca, vicepresidente di Confcooperative.

La mattinata si è conclusa con un omaggio alle realtà e alle persone che hanno contribuito alla nascita e alla crescita della Fédération.

Sono stati consegnati riconoscimenti ai rappresentanti delle 8 cooperative fondatrici: Cofruits, Svap, Società Cooperativa Elettrica Gignod, Cooperativa Forza e Luce di Aosta, Châtel Argent, Société Coopérative Producteurs des Fruits de Jovençan, Valdigne – Mont Blanc e Agricole Valgrisenche.

Sono stati inoltre premiati gli ex presidenti Luigi Cerise e Lea Lugon e Germano Gorrex, che ha ricoperto il ruolo di direttore per oltre 40 anni.