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“Guido Busca – Una ricerca sulla vita” e “Il lager a due passi da casa”, mostre visitabili fino a lunedì 5 ottobre

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NOMAGLIO (ttm) Saranno visitabili sino a lunedì prossimo, 5 ottobre, le due esposizioni “Guido Busca – Una ricerca sulla vita” e “Il lager a due passi da casa”, culmine di un progetto internazionale che unisce Italia e Germania nel segno della memoria, della pace e della responsabilità.

Inaugurate a fine luglio (foto), le mostre hanno visto la partecipazione di primi cittadini dei Comuni canavesani, d’istituzioni, associazioni, studenti italiani e tedeschi, tutti uniti nel ribadire l’importanza di custodire la storia affinché tragedie come quelle della deportazione nazista non possano più ripetersi.

La delegazione proveniente dalla Germania, composta da studenti, insegnanti e funzionari del Landesamt für Denkmalpflege (l’Ufficio del Land per la tutela dei beni culturali), ha impreziosito l’evento.

Nell’esposizione “Il lager a due passi da casa”, Christian Bollacher, responsabile del sistema informativo sui beni culturali dell’ufficio del Land, ha sottolineato come il terrore nazista non fosse confinato ai grandi campi di concentramento più noti, ma fosse diffuso anche in luoghi vicini alla vita quotidiana delle comunità (case, edifici fabbriche), che andrebbero oggi preservati come testimonianze fondamentali per la memoria e la democrazia.

Ma per Nomaglio è stata molto importante la seconda esposizione, dedicata alla figura di Guido Busca, originario del paese e vittima della deportazione nazista, la cui storia è stata ricostruita grazie al professor Martin Kohler, che insieme alla collega Christina Frischholz e agli studenti della Realschule di Eberbach ha coordinato il lavoro di ricerca attraverso documenti d’archivio, lettere manoscritte e testimonianze sulla sua vicenda umana.

Guido Busca era nato a Nomaglio nel 1904, militando poi nella Resistenza francese.

Deportato, è morto nel 1944 nel campo satellite di Neckargerach.

Il suo nome ha rischiato di finire perduto, assimilato a pochi dati d’archivio che però sono oggi tornati alla luce grazie all’impegno degli studenti tedeschi.

“Un’occasione per riportare a casa un figlio di questa terra, fino a ieri sconosciuto e che oggi riscopriamo come un uomo coraggioso, restituendo alla comunità la sua storia e a lui la dignità che gli era stata sottratta”, così si è espresso il sindaco Ellade Peller.

Due esposizioni che rimarcano fortemente come la memoria possa continuare a suscitare domande, favorire incontri e costruire ponti tra le persone, rafforzando la responsabilità collettiva di difendere ogni giorno i valori della libertà, della dignità umana e della pace.

Le mostre sono visitabili nel Salone dell’Ecomuseo di Nomaglio, dalle 16.30 alle 18.30, in presenza di Ferdinando Busca, nipote di Guido, che ha collaborato alla ricostruzione della vicenda familiare mettendo a disposizione fotografie e documenti.