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Nell’ultima fase della sua missione pastorale ha seguito le comunità di Borgofranco, Baio Dora e Nomaglio

L’ex operaio che divenne prete degli ultimi. Il Canavese in lutto per don Arnaldo Bigio

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Don Arnaldo Bigio
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BORGOFRANCO D’IVREA (ttm) Una delle figure più conosciute e stimate del territorio canavesano è stata per l’ultima volta salutata dalle comunità locali mercoledì scorso, 21 ottobre, nella Cattedrale di Ivrea, dopo la sua scomparsa avvenuta due giorni prima all’ospedale di Cuorgnè, dove era ricoverato. Monsignor Arnaldo Bigio, 83 anni, nato a Chiaverano, con una missione sacerdotale di oltre cinquant’anni, aveva legato la sua vita all’impegno sociale e religioso, portando aiuto e conforto ai bisognosi, ai giovani e alle famiglie in difficoltà, ai detenuti, alle fasce deboli, a chiunque avesse bisogno di assistenza.

Dopo un’esperienza in fabbrica per l’Olivetti, il 24enne falegname ed ex operaio aveva scelto la vocazione ecclesiastica nel 1968, entrando in seminario e giungendo all’ordinazione sacerdotale nel 1972, sotto l’egida del vescovo di Ivrea Luigi Bettazzi.

Vice parroco nella parrocchia eporediese di San Lorenzo e in seguito affidatario della Pastorale Giovanile Diocesana, con incarico all’Oratorio San Giuseppe di Ivrea e alla casa alpina Gino Pistoni di Gressoney-Saint-Jean, si occupò poi della Casa dell’Ospitalità di Ivrea, struttura che accoglieva persone con problemi di dipendenza e disturbi psichici. Diresse la Caritas diocesana dal 1990, fondando poi l’associazione di volontariato Orizzonte, che portò all’apertura in vicolo San Nicola di una casa destinata a persone che avevano superato la tossicodipendenza e anche della residenza San Pietro, rivolta agli ex detenuti. Negli anni seguenti provvide al servizio sacerdotale in Valchiusella, a Romano Canavese e ancora alla parrocchia di San Lorenzo.

In chiusura della sua esperienza pastorale, aveva seguito le comunità di Borgofranco d’Ivrea, Baio Dora e Nomaglio. Proprio l’ex sindaco di Borgofranco Fausto Francisca l’ha così ricordato: «Il tuo lavoro silenzioso nel sociale, la tua porta sempre aperta, la tua capacità di tenere unita la comunità di Borgofranco ha saputo portare la fede nella vita concreta del paese. Sei stato un amico, un collaboratore prezioso, la coscienza della nostra comunità».

La vicinanza ai più bisognosi, l’assistenza alle fasce meno fortunate, l’impegno nel perseguire i modelli della pace cristiana e della solidarietà erano i tratti caratteristici di don Arnaldo, al servizio di una rara capacità di creare legami solidali con tutti. Fu molto legato ai valori della Resistenza e all’Anpi canavesana, che ne ha ricordato commossa il sodalizio: «Ora è lassù, in Paradiso, a godere gloria eterna, – ha commentato Mario Belletti, presidente Anpi – Ma siamo sicuri che non mancherà di volgere il suo sguardo su di noi, ci accompagnerà nelle nostre manifestazioni per la pace, sarà ancora tra i poveri e gli ultimi che da lui ricevettero sempre attenzioni, soccorso e un sorriso».

Quella di don Arnaldo Bigio fu davvero una genuina vocazione nell’offrire sostegno a chi viveva ai margini della società, coniugando armoniosamente l’essenza degli insegnamenti del Vangelo e dei termini della Costituzione, della fede e della libertà. Dopo le esequie, la salma di don Arnaldo Bigio è stata accompagnata al cimitero di Chiaverano.

Michele Tetro