BIONAZ (zgn) Albino Bionaz, storico gestore del Rifugio Prarayer che si affaccia sulla diga di Place Moulin, è mancato martedì scorso, 27 ottobre, all’età di 86 anni nella sua abitazione a Balmes.
Era il volto amico per coloro che in estate salivano fino a Prarayer. Montanaro d’antan, taciturno e tranquillo, con fare discreto sorvegliava il fluire di turisti nel rifugio di famiglia. Nato a Dzovenno di Bionaz il 19 marzo 1940, Albino era il terzo dei quattro figli – e unico maschio – di Pantaleon Bionaz e Giulia Vaudan, entrambi agricoltori e allevatori. Frequentò la scuola elementare a Dzovenno e lì cominciò ad apprendere l’italiano, perché fino ad allora aveva parlato soltanto il franco provenzale. Nelle vacanze estive, all’età di 8 anni, venne mandato a lavorare come “cit” nell’alpeggio Vacheresse, in seguito sommerso dall’acqua del lago di Place Moulin. Il primo anno gli assegnarono lavori leggeri, ma dal secondo venne occupato a tutti gli effetti, con sveglia alle 3 e mezza del mattino per il faticoso lavoro di “caula” del trasporto dei secchi di latte appena munto dalla stalla alla casera. Compiuti i 10 anni, trovò un’occupazione più leggera nell’azienda agricola di Modesto ed Emanuele Petitjacques, a Dzovenno, e lì lavorò per 5 anni. Dopo le elementari avrebbe voluto continuare la scuola e studiare per diventare geometra, ma difficoltà economiche e logistiche glielo impedirono. Tuttavia continuò a studiare con il parroco don Emile Gorret per circa un anno. Nell’estate del 1956 tornò in alpeggio con lo zio Ester Vaudan mentre in inverno, dall’anno successivo e per 3 anni, venne occupato alla galleria della condotta forzata della diga.
Nel 1961 assolse l’obbligo di leva come artigliere di montagna, di stanza tra Bracciano e Rivoli, e fu la prima vera occasione per vedere il mondo al di fuori di Bionaz e Aosta. Al ritorno lavorò per un’estate alla costruzione della diga di Place Moulin, poi decise di condurre un alpeggio in prima persona. L’anno successivo prese in affitto gli alpeggi di Berrier e Prarayer, il secondo tenuto per 30 anni, arrivando nel 1973 a condurre tutti gli alpeggi intorno a Prarayer: Tza d’Ounaille, Bella Tza, Luseney – dove non c’era la stalla – e Livourneaz. A quell’epoca Albino Bionaz aveva un centinaio di capi, di cui circa 80 da mungere. Con i primi soldi guadagnati in alpeggio e la lavorazione delle fontine si comprò la macchina, una tra le prime Opel arrivate in Valle d’Aosta.
Nel 1970 sposò Rosanna Petitjacques, anche lei di Bionaz, impiegata comunale, e l’anno successivo nacque il primo figlio Patrizio. Nel 1975 e 1976 arrivarono Massimo e Remo, e 11 anni dopo ancora Daniele.
Fu in quel 1987 che Albino Bionaz acquistò il terreno dove adesso è il rifugio di Prarayer, la stalla sulla destra orografica e parte dell’edificio della Curia. Il nuovo rifugio venne inaugurato il 7 agosto 1988. È adiacente al lago di Place Moulin, poco lontano dal vecchio albergo Prarayer di fine Ottocento, ormai abbandonato e cadente. In un locale del rifugio ricavato nell’edificio un tempo appartenuto alla Curia, una targa ricorda il soggiorno nel 1902 di Achille Ratti prima di divenire Papa Pio XI nel 1922. Nel 1989 la moglie Rosanna Petitjacques andò in pensione e così i coniugi iniziarono a lavorare a tempo pieno nel rifugio: lei si occupava della cucina e lui di tutto il resto. Negli alpeggi lasciavano i dipendenti. Poco per volta ristrutturarono la stalla dirimpetto al rifugio, ricavando dapprima una sala polifunzionale, utilizzata negli anni come area espositiva e come dépendance del ristorante. Nel 2010 venne terminato lo chalet, sopra la stalla, divenuto la loro residenza. Patrizio cominciò ad aiutare in cucina sin dai primi anni per poi diventare il cuoco. Sposato con Enrica Borio, ha due figli, Tommaso ed Elia. Il secondogenito Massimo si dedicò invece allo studio, lavorando in alpeggio d’estate. Dopo la laurea in Agraria all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza ha conseguito un dottorato di ricerca. Si è trasferito quindi per un anno alla Penn State University in Pennsylvania, e poi per 6 anni all’Università dell’Illinois di Urbana-Champaign. Dal 2012 è professore all’Oregon State University con sede a Corvallis. Sposato con Elisa Monaco, ha 4 figli: Francesca, Luca, Stefano e Federica.
Nel 2005 Albino Bionaz ha acquisito un bar e ristorante vicino alla diga, assieme a un pezzo di terreno di proprietà dell’Enel. Lo ha ristrutturato e ingrandito, dotandolo di posti letto e trasformandolo nella Locanda Lac Place Moulin. Contemporaneamente la famiglia ha acquistato anche gli alpeggi di Valcornera e di Derré les Vieilles. Oggi il rifugio è gestito da Patrizio con la sua famiglia e da Remo. Invece Daniele gestisce la Locanda Lac Place Moulin: sposato con Sabrina Danna, ha 3 figlie, Amélie e le gemelle Julie ed Elodie.
Insomma, quella di Albino Bionaz è stata una vita veramente intensa e spesa bene, per la sua famiglia ma molto anche per la sua valle. Attorniato dall’affetto dei suoi cari è stato accompagnato nell’ultimo viaggio giovedì scorso, 29 ottobre, quando don Ivano Reboulaz ha celebrato i funerali.
