Analista politico, l’aostana Isabella Sala è l’autrice di questa rubrica
Sulla nuova polemica valdostana che sta dilagando vorrei cominciare dalla fine.
Dove non è sicuro costruire un supermercato, si propone a sostituzione un parco giochi per bambini. Parlo della questione della realizzazione di un supermercato nella zona del Quartiere Dora e delle motivazione addotte da chi vi si oppone.
Premesso che sono sempre dalla parte del piccolo commercio di prossimità e della tutela delle botteghe, penso anche che non si possa fermare lo sviluppo commerciale, ma al massimo cercare di controllarlo.
Ora, non mi è chiaro come mai il “carico antropico” determinato da un supermercato sia da scongiurare, vista la vicinanza alla Cogne Acciai Speciali, mentre un parco pubblico, magari destinato al gioco dei bimbi, non lo sia. E poi ancora, se la vicinanza con la Cogne desta preoccupazione e rappresenta un pericolo, come leggo “la prossimità allo stabilimento CAS costituisce un elemento che rende non preferibile la destinazione residenziale” e ancora, sempre dalla relazione contro il progetto del supermercato “la zona…quale scenario incidentale di riferimento, un possibile rilascio di acido fluoridrico presso il reparto di decapaggio”.
Mentre attendo qualcuno con gli strumenti tecnici adeguati che confermi o confuti queste tesi, mi chiedo: se questi scenari fossero veri e già conosciuti, perché per anni si è costruito e si è popolato il quartiere? Se questi scenari fossero veri e veritieri perché impedire la costruzione di un supermercato, e proporre quella di un’area verde attrezzata che così inviterebbe la popolazione a passarvi molto tempo, con famiglie di bambini?
Tertium non datur. O la Cogne Acciai Speciali rappresenta per l’aria e il sottosuolo un possibile rischio, allora in questo caso avremmo un problema molto più grande da porci, piuttosto che dove andare a comprare lo yogurt, oppure non lo rappresenta, viene sottoposta a rigorosi controlli e quindi non farebbe nessuna differenza, da questo punto di vista, che nell’area nasca un supermercato, una palazzina, un’area giochi.
In questo caso si tratterebbe di una scelta economica, sociale, di opportunità di altro tipo insomma, che però nulla ha a che fare con la salute pubblica. Mi auguro, per il bene di tutti, che tale questione sia stata sollevata in maniera strumentale, per la comprensibile opposizione degli esercenti alla grande distribuzione e auspico da parte della politica una risposta adeguata, rassicurante, carte alla mano.