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Era la mamma del compianto Lauro Pont. I suoi funerali si celebrano oggi, sabato 31 ottobre

A Pollein l’ultimo saluto a Aurora Chaberge. La donna forte dell’allevamento valdostano

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Aurora Chaberge aveva 84 anni
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POLLEIN (qdn) Una donna forte, che ha affrontato con fede e coraggio le tante avversità della vita, senza mai perdere il sorriso. Conosciutissima nel mondo degli allevatori e non solo, Aurora Chaberge si è spenta giovedì scorso, 29 ottobre, ricongiungendosi con il marito Germano Pont e il figlio Lauro.

La sua è stata una vita tra i pascoli e le mucche, proprio quella che da ragazza giurava che non avrebbe mai fatto. Nata il 15 maggio del 1942, figlia di Romilda Imperial e di Luigi Chaberge di Gressan, da giovane per un periodo era stata cameriera e diceva che non avrebbe mai sposato un ragazzo con le mucche. Ma poi a un palchetto conobbe Germano, che la portava in giro con la sua Vespa: si innamorarono e si sposarono l’11 aprile del 1966.

Germano Pont le mucche le aveva eccome, le amava. Affittarono un alpeggio a Valnontey, dove Aurora vendeva ai turisti latte, burro e Fontina. Poi nel 1980 presero in gestione l’alpe di Met a Sarre, che divenne il luogo del cuore di Germano – ma anche del suo – e da cui non si separarono mai più. Intanto nel 1967 era nato il figlio Lauro e poi una sorellina, Romina, che mancò quando aveva solo pochi mesi. Nello stesso periodo – intorno al 1970 – a Germano fu diagnosticato un tumore per cui i medici gli diedero due mesi di vita e da cui invece, sorprendentemente, guarì. Tra la stalla di Grand Pollein e i pascoli di Sarre hanno allevato tante, fortissime reines. La prima grande soddisfazione nell’ottobre del 1971 con Ardita reina regionale, poi terza nel 1972, seconda nel 1973, terza nel 1974 e quindi nuovamente reina des reines nel 1977, un vero fenomeno! E Bandit, che Germano – poco prima di chiudere gli occhi per sempre – aveva raccomandato al figlio Lauro dicendo che quella era “una vera reina”: e infatti l’anno dopo conquistò il bosquet a Cogne e il terzo posto alla finale regionale. Rimasta vedova, Aurora Chaberge vendette i suoi beni di famiglia di Gressan per comperare – da Elena Frassy di Aosta – l’alpeggio di Met e realizzare così il sogno suo, del suo caro Germano, del figlio Lauro e di tutta la famiglia.

Con un carattere forte e deciso, amante del ballo e della vita, era una gran chiacchierona ma non ha mai avuto una brutta parola per nessuno, tanto che tutti le volevano bene. Persona generosa, confezionava le bambole per l’Unicef e faceva sempre visita a chiunque potesse avere bisogno di qualcosa. Nella sua vita non sono mancate le difficoltà e i grandi dolori: dopo il marito, nel 2023 ha perso anche il figlio Lauro a soli 56 anni, un lutto per tutto il mondo dell’allevamento valdostano. L’ha sorretta la fede forte e sincera, coltivata anche nei pellegrinaggi a Medjugorie, Lourdes, Santiago di Compostela e Fatima. E poi le piaceva il mare, dove andava una volta all’anno, e che amava come le sue montagne. Ospite da qualche mese nella microcomunità di Verrès, ancora nelle ultime settimane chiedeva alle nipoti aggiornamenti sui risultati delle eliminatorie delle batailles de reines.

I funerali di Aurora Chaberge si celebrano oggi, sabato 31 ottobre, alle 14.30, nella chiesa parrocchiale di San Giorgio a Pollein. Lascia le nipoti Lorena, Solange, Mery e Miriam, il fratello Gilio, il cognato Rinaldo Berlier, la nuora Rosita Marcoz, tutti i parenti e le tantissime persone che le hanno voluto bene.