Parrocchie

UNA BUONA PARTECIPAZIONE ALL’APPUNTAMENTO DI DOMENICA SCORSA, 27 SETTEMBRE

«La fede cristiana è adesione libera a Dio che si propone a noi». Al Santuario di Maria Immacolata l’ultimo dei pellegrinaggi estivi

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AOSTA (den) Domenica scorsa, 27 settembre, si è svolto nella parrocchia di Maria Immacolata ad Aosta l’ultimo dei pellegrinaggi estivi 2026. Alle 15 i fedeli si sono ritrovati nella cappella dell’Istituto Don Bosco per recitare il rosario, che ha contemplato i misteri gloriosi prima della processione verso il santuario diocesano di Maria Immacolata per la celebrazione della Messa presieduta dal vescovo monsignor Franco Lovignana con alcuni sacerdoti e un diacono.

Dopo il canto d’ingresso O Maria immacolata il Vescovo ha accolto i fedeli dicendo: ”Tutti insieme preghiamo gli uni per gli altri e preghiamo perché per intercessione di Maria il Signore voglia concedere pace al nostro mondo tormentato, voglia concedere comunione e unità alla Chiesa, a tutte le comunità, alle famiglie, voglia concederci anche il dono di vocazioni sante al ministero sacerdotale, alla vita consacrata, al matrimonio cristiano. Alle mani della Vergine Maria affidiamo queste preghiere, perché le porti al Signore e a lei chiediamo di intercedere per noi ”.

Nell’omelia monsignor Franco Lovignana prendendo spunto dalle letture del giorno ha detto: “La parabola che ascoltiamo in questa domenica potrebbe rispondere ad una domanda che a volte ci facciamo o che qualcuno ci fa. Che cosa vuol dire essere credenti? La parabola di Gesù dà una risposta, raccontando di questo padre che ha due figli che chiama a sé e dice all’uno e all’altro: vai a lavorare nella vigna. Uno dice sì e poi non ci va, l’altro dice no, non ci vado e poi in realtà ci va. Ecco, la fede è proprio questo, è la libertà che viene interpellata, quasi provocata da Dio. Il Dio cristiano, Dio di Gesù Cristo, si propone, non si impone. E’ il credente che è chiamato a lasciarsi coinvolgere dentro alla volontà, al mistero, alla vita di Dio. La fede è un sì, sì io voglio andare nella tua vigna, voglio mettere in gioco la mia libertà, mettendola sulla stessa lunghezza d’onda della tua Parola, del tuo cuore, della tua salvezza, scegliendo il vangelo, i comandamenti come bussola di vita. Ecco, la fede cristiana è questo, è adesione libera a Dio che si propone a noi. Ed è per questo che non tutti siamo credenti, non è un merito essere credenti. Pascal diceva nei Pensieri che Dio ha messo sulla terra tanta luce quanta è necessaria perché chi vuole possa credere, ma anche tanta ombra perché chi non vuole credere possa non credere. Per questo che c’è anche la possibilità di dire no a Dio che interpella. E l’adesione a Dio non è qualcosa di astratto, la parabola lo dice con chiarezza: il primo figlio dice sì, ma quando si tratta di calare quel sì dalla voce alla vita si tira indietro. Vuol dire che l’adesione libera al Signore si deve fare obbedienza, deve tradursi in pensieri, in parole, in modo di vedere la vita, e soprattutto nel modo di affrontare la vita e di costruire le relazioni con i nostri fratelli. Ci dice ancora una cosa la parabola: che anche il rifiuto, nel caso del secondo figlio, non è irrevocabile. C’è sempre una possibilità. I due figli, cari fratelli e sorelle, fotografano la nostra interiorità”.

Nelle intenzioni di preghiera si è invocato il Signore per la Chiesa, per i governanti, per le persone sole, per i malati, per i presenti, perché Maria aiuti ad accettare le prove della vita, per il cammino delle Unità parrocchiali della nostra Chiesa.

Dopo gli avvisi parrocchiali e la benedizione del vescovo il canto Je te salue ha concluso la celebrazione eucaristica.

Ernesto Desandré