AOSTA (fci) La giudice del tribunale di Aosta Giulia De Luca ha respinto il ricorso d’urgenza di Avs-Rete civica contro l’applicabilità, alle regionali del 28 settembre prossimo, della legge elettorale che introduce le 3 preferenze di genere al posto di quella unica. L’udienza si era svolta martedì 9 settembre, la sentenza è stata resa pubblica lunedì 15.
La modifica alla norma era stata votata in Consiglio Valle il 27 febbraio scorso a maggioranza semplice e promulgata solo dopo l’esito positivo del referendum confermativo del 10 agosto, chiesto – come previsto dallo Statuto speciale – da un quinto dei componenti dell’aula.
L’iniziativa del ricorso, aveva spiegato l’avvocato Ivan Libero Nocera – che, con la collega Maria Cristina Carbone e il coordinamento del costituzionalista Giovanni Boggero assiste Avs-Rete civica – aveva “un risvolto politico, ma è prettamente tecnica, volta ad affermare un principio, proprio dello stato di diritto, sul fatto che la nuova legge non può cambiare le regole del gioco quando è già stato avviato il procedimento elettorale. Non contestiamo la validità della nuova legge, né tanto meno del referendum, ma riteniamo che si dovrà applicare alle elezioni successivamente indette, e non retroattivamente alle elezioni indette il 25 luglio”.
Per il professor Marcello Cecchetti, avvocato del foro di Firenze che assisteva l’Amministrazione regionale con l’avvocato dirigente Riccardo Jans, la competenza sul ricorso non è del tribunale ordinario, ma di quello amministrativo. In quel caso andrebbe però impugnato “l’atto di proclamazione degli eletti”, quindi l’azione di Avs-Rete civica dovrebbe slittare al dopo elezioni. La giudice del tribunale di Aosta Giulia De Luca nel provvedimento con cui ha respinto il ricorso d’urgenza di Avs-Rete civica, scrive che “le contestazioni in ordine all’applicazione delle tre preferenze e della rappresentanza di genere potranno essere fatte valere dinanzi al giudice amministrativo attraverso i rimedi appositamente previsti dal legislatore e, quindi, successivamente alla conclusione del procedimento elettorale, sempreché la suddetta applicazione abbia inciso concretamente sull’esito delle elezioni (…), oppure anche prima delle elezioni, laddove ne sussistano i presupposti, con la tutela anticipata”.
“Non riteniamo opportuno immaginare – scrive in una nota Avs-Rete civica – di percorrere la strada indicata dalla giudice di impugnare gli atti del procedimento elettorale davanti al Tar, e men che meno i risultati elettorali”. Inoltre “confermiamo il nostro giudizio fortemente negativo sull’operato della maggioranza riguardo a tutta la tematica elettorale, su cui continueremo ad impegnarci anche nella prossima legislatura”.
“Per il momento possiamo soltanto dire che prendiamo atto dell’ordinanza, che ovviamente non ci soddisfa. Ritengo che da un lato si tratti di un precedente poco incoraggiante per la giustizia elettorale, perché viene negata la giurisdizione del giudice ordinario su profili chiaramente riguardanti l’esercizio di diritti soggettivi. Dall’altro ritengo che comunque in parte si sia fatta chiarezza, visto che la giudice ha ritenuto applicabile la legge entrata in vigore ad agosto, quindi in qualche modo l’obiettivo è raggiunto: era quello di fare chiarezza prima delle elezioni e questo obiettivo, in parte, pur con una sommaria motivazione, è stato raggiunto”. Così il costituzionalista Giovanni Boggero, che ha assistito Avs-Rete civica.
“La decisione conferma nella sostanza la correttezza e la bontà dell’operato degli uffici dell’amministrazione in merito all’applicazione della legge vigente al momento della fase della votazione. La modificazione alla legge elettorale ha riguardato la sola disciplina delle preferenze, in modo del tutto analogo a quanto previsto dalla legge elettorale per i comuni valdostani”. Così in una nota la Presidenza della Regione.


