AOSTA Mario Pucci, nato il 14 giugno 1941, è sindaco uscente di Chamois: « L’esperienza di Sindaco di un piccolo paese della Valle d’Aosta, Chamois, ha offerto rilevante esperienza in campo amministrativo: sembra un paradosso, ma nel piccolo territorio si addensano tutti i problemi, grandi e piccoli, sulle spalle del Sindaco e questo mi ha motivato e fortemente impegnato. Inoltre il costante rapporto con tutti i sindaci della Valle d’Aosta, oltre a quelli con la Giunta regionale ha contribuito ad estendere esperienze ed anche fraterne amicizie. Non solo ma la passione e l’interesse per il territorio mi hanno stimolato a proporre obiettivi di lungo termine che necessitano di più ampio consenso e adeguate risorse. Questa è la motivazione maggiormente rilevante per aver accettato la proposta a ricandidarmi cui va aggiunta la volontà di condividere con altre forze politiche, in particolare con l’Union Valdôtaine, programmi ed obiettivi comuni in continuità con quanto già fatto nella legislatura uscente».
Perché votare PD Federalisti Progressisti ? « Il programma del PD rappresenta vere e concrete esigenze della popolazione valdostana a partire dalla sanità e i servizi sociosanitari contro la proposta della destra che punta a privatizzare il sistema sanitario. Inoltre dedica rilevanti impegni e risorse alla scuola ed al ruolo strategico dell’Università della Valle d’Aosta oltre alla lotta alla povertà ed all’esclusione sociale. Forte impegno per i temi della cultura nonché alle conseguenze del cambiamento climatico. Lo sviluppo del turismo ben si associa al tradizionale tema dell’agricoltura per una sua modernizzazione ».
Antonio Pepe ha da poco compiuto 21 anni. Cosa ti ha spinto a candidarti? «Ratzinger, eletto Papa, si presentò come ‘un umile lavoratore nella vigna del Signore’. Io ho scelto di lavorare in quella del partito. Curare la vite è un lavoro che richiede impegno e sacrificio, costante difesa da animali frugivori e malattie, lavoro costante per raccoglierne i frutti. Metafore a parte, alla richiesta della mia disponibilità per una mia candidatura non ci ho pensato due volte a mettermi in gioco, ad espormi, conscio dei rischi. Ventuno anni e la voglia di cambiare, di fare sentire la propria voce, di essere punto di riferimento per qualcuno.
La scelta di scendere in campo nasce dalla consapevolezza del lavoro di questi anni, dalle scuole di formazione politica a livello nazionale alle feste dell’Unità. Avevo solo 18 anni quando sono entrato in sezione, una scelta di mia sponte, senza pressione alcuna e da lì che inizia il mio percorso; un grazie sincero va a chi da dentro le istituzioni ha deciso di aprirmi la porta e farmi entrare, insegnandomi quella che è la politica, il ‘bien faire et laisser dire’, lavorare bene e lasciar parlare».
Perchè bisogna votare PD-Federalisti-Progressisti? «Ho sempre sostenuto che questo sia un territorio ‘difficile’ in cui vivere, una vallata principale e tante piccole vallate arroccate tra le montagne, una sfida per crescere e andare avanti, rispettare la natura e incanalare la sua dirompente forza, serve quindi competenza e dedizione verso il proprio territorio.
Il voto alla nostra lista significa esprimere una scelta verso un progetto che mette la giustizia sociale, lo sviluppo consapevole del nostro territorio e il lavoro dignitoso al primo posto. Una lista che non guarda in alto o punta a fare testimonianza, ma persone che scelgono di guardare avanti e assicurarsi che nessuno rimanga indietro, la scelta consapevole di chi sa di essere chiamato a mettere in campo le proprie capacità.
Il 28 settembre non un voto ‘di pancia’, di rabbia verso qualcosa, ma un voto verso un’idea chiara di futuro».



