Regione

LISTA NUMERO 2 - UNION VALDÔTAINE Luciano Caveri e Deborah Bionaz

«No a modelli politici estranei alla nostra Storia»

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AOSTA Luciano Caveri, classe 1958, in passato deputato della Repubblica, europarlamentare, assessore e Presidente della Regione (oltre che giornalista Rai), spiega la sua candidatura e perchè bisogna votare Union Valdôtaine:

«Credo che l’esperienza accumulata a Roma, Bruxelles e Aosta sia utile per un corretto passaggio di consegne alle nuove generazioni. L’Union Valdôtaine, a 80 anni dalla propria nascita, resta una garanzia di serietà e competenza. La conoscenza profonda del territorio e della popolazione valdostana resta un punto di forza. Chi fa politica in Valle d’Aosta a livello regionale somma diversi aspetti. Il politico, che indirizza programmi e progetti attraverso un patrimonio di idee e valori ereditati e da arricchire per far fronte ai mutamenti in corso. Il legislatore, che deve sapere costruire normative valide ed efficaci per rispondere ai bisogni a tutela di poteri e competenze regionali. L’amministratore, che deve far funzionare sempre meglio la macchina regionale, d’intesa con gli enti locali, a tutela dei diritti del cittadino. Bisogna dire di no a chi vorrebbe imporre dall’esterno modelli politici estranei alla nostra Storia».

Deborah Bionaz, 30 anni, assessore comunale a Cogne, giornalista: «Mettersi in gioco è stata una scelta condivisa con il Mouvement, dopo l’esperienza amministrativa come assessore a Cogne. Credo che per una giovane donna sia un dovere rendersi disponibile anche per un ruolo importante come quello di consigliere regionale. Venendo da un territorio di montagna, in fondo a una vallata, conosco bene i problemi che riguardano gran parte dei nostri paesi. Da cogneintze ho vissuto in prima persona una grande emergenza, l’inondazione che ci ha colpiti e di cui portiamo ancora le ferite: un segnale chiaro di quanto sia urgente reagire al cambiamento climatico. Un’altra priorità è affrontare la crisi demografica. Le scuole sul territorio vanno tutelate perché sono un presidio vitale per le comunità, così come vanno protetti gli anziani, veri custodi del nostro patrimonio culturale. L’Union Valdôtaine guarda al futuro della Valle con questo spirito».