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Check-up per le allergie di stagione e non solo

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Con l’arrivo della primavera molte persone iniziano ad accusare sintomi allergici che possono essere fastidiosi e influenzare la qualità della vita. Le allergie sono causate da una risposta eccessiva del sistema immunitario alla presenza di allergeni. Le reazioni possono manifestarsi con sintomi come starnuti, prurito, difficoltà respiratorie, gonfiore oculare, lacrimazione. Identificare l’allergene responsabile è fondamentale per gestire i sintomi e prevenire reazioni più gravi. Per questo è importante fare una visita allergologica che inizia con la raccolta dei dati anamnestici (stato di salute, familiarità per le allergie, sintomi) e continua con l’esame clinico generale o limitato all’apparato colpito dall’allergia. Quando opportuno, l’allergologo richiede di sottoporsi a uno o più test allergologici per determinare quali allergeni sono coinvolti. Questo vale sia in presenza di sintomi stagionali, ovvero per sospetto di allergia ai pollini, sia in presenza di sintomi perenni, per possibili allergie agli acari o peli di animali, o ancora per reazioni alimentari avverse.

I test più comuni sono:

• Prick Test: si tratta di un test cutaneo, rapido, sicuro e non doloroso utilizzato soprattutto per individuare allergie a pollini e muffe, acari della polvere e pelo di animali, lattice e alimenti. Gli estratti di allergeni vengono posizionati sull’avambraccio interno del paziente favorendone la penetrazione nella pelle con graffi leggeri quasi impercettibili con una lancetta monouso. Se in corrispondenza dell’applicazione si verifica un’eruzione cutanea, sotto forma di rash, pomfi o chiazze rosse, il paziente è molto probabilmente positivo a quel tipo di allergene e può essere formulata una diagnosi.

• Patch Test: indicato perlopiù quando si sospetta una dermatite da contatto. Viene apposto sulla schiena un cerotto con numerosi riquadri impregnati con gli allergeni potenzialmente responsabili delle dermatiti allergiche da contatto.

• Rast Test (o test radioallergoassorbente): sono test allergologici ematici, che si effettuano prelevando un campione di sangue nel tentativo di identificare direttamente nel sangue le immunoglobuline IgE responsabili dell’allergia.

• ISAC test: è un esame diagnostico di terzo livello che va sempre richiesto da uno specialista allergologo e che consente l’analisi di 112 componenti allergeniche derivanti da 51 fonti allergeniche in un unico dosaggio, con un semplice prelievo di sangue. È molto indicato in pediatria in quanto richiede un piccolissimo quantitativo di sangue (solo 30 µl di siero), inoltre non è soggetto a stagionalità, è effettuabile a ogni età e non è influenzato da terapie farmacologiche in corso che, quindi, non devono essere sospese.

Consultare il calendario prima di uscire
In Italia, la causa più comune delle allergie stagionali è causata dai pollini di betulla, ulivo, graminacee, parietaria e ambrosia. Altri pollini che possono scatenare reazioni allergiche sono di alberi come acero, quercia, nocciolo, ontano e pioppo. Nelle zone montane e del nord Italia, l’allergia ai pollini di betulla si presenta puntuale tra febbraio, marzo e aprile. Nelle zone mediterranee invece l’allergia di primavera è prevalentemente al polline di ulivo o della parietaria. I pollini di graminacee sono presenti da marzo a giugno sia nelle aree mediterranee che in quelle padane e montane. Mentre il polline di ambrosia è prevalentemente confinato nelle zone settentrionali del Paese e ha un periodo di impollinazione tardivo (tra agosto e ottobre).

Per difendersi dalle allergie si possono però mettere in atto delle strategie come limitare il tempo trascorso all’aperto nelle ore centrali della giornata, consultare il calendario dei pollini prima di fare un’uscita all’aria aperta (www.pollinieallergia.net) o ancora viaggiare in auto tenendo i finestrini chiusi utilizzando se possibile filtri antiparticolato/antipolline.