AOSTA (qdn) La qualità dell’assistenza alla nascita e l’attenzione ai primi, fondamentali minuti di vita del neonato sono state al centro dell’intervento della dottoressa Enrica Delfino, medico anestesista dell’Ospedale regionale di Aosta, nell’ambito del 31esimo Esra National Meeting a Genova, congresso nazionale dedicato all’anestesia locoregionale, tecnica medica che permette di addormentare temporaneamente solo una specifica parte o regione del corpo, senza perdita di coscienza. La professionista dell’Usl VdA è stata invitata a intervenire nella sessione dedicata all’anestesia in ostetricia, moderata dalla dottoressa Maria Grazia Frigo, esperta di riferimento nazionale e internazionale nel settore e autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e linee guida.
La relazione, dal titolo “Contatto pelle a pelle: implicazioni neurobiologiche. Il ruolo dell’anestesista”, ha affrontato un tema innovativo per questo contesto congressuale: il contributo dell’anestesista non soltanto come servizio in supporto al parto, ma anche nella creazione delle condizioni organizzative e assistenziali necessarie per favorire il contatto precoce tra madre e neonato, anche e soprattutto in occasione di un taglio cesareo. Un approccio che attribuisce all’anestesista un ruolo sempre più consapevole e integrato nell’équipe multidisciplinare, in un contesto caratterizzato dalla crescente diffusione dei parti chirurgici a livello globale.
«L’anestesista non è soltanto il professionista che garantisce il controllo del dolore e la sicurezza durante il parto, ma può contribuire in modo determinante a proteggere un momento unico e fondamentale nella vita della madre e del bambino. – spiega la dottoressa Enrica Delfino – Le conoscenze che arrivano dalle neuroscienze ci invitano a guardare ai primi minuti di vita con una consapevolezza nuova. Anche durante un taglio cesareo, attraverso un’organizzazione attenta e una stretta collaborazione tra professionisti, anestesisti, ginecologi, pediatri, infermieri, nurse di sala, Oss, possiamo favorire il contatto precoce tra madre e neonato, senza compromettere la sicurezza clinica. Portare questi temi all’interno di un congresso nazionale di anestesia significa promuovere una visione più ampia e completa della nostra professione».
«Gli anestesisti valdostani che operano nel Dipartimento Materno-Infantile e si occupano di anestesia ostetrico-ginecologica sono storicamente caratterizzati da una tradizione culturale sensibile a tutti quegli aspetti emozionali e relazionali che vanno ben oltre il ruolo tecnico dell’anestesista in sala parto. – sottolinea il dottor Fabio Sciutti, Direttore della struttura Anestesia e Rianimazione – Ma proprio per questo non meno importanti in quanto cruciali già dai primissimi minuti di vita per migliorare l’esperienza di nascita di mamma e neonato».
L’intervento di Enrica Delfino nasce dall’esperienza maturata al presidio ospedaliero Beauregard, punto di riferimento per l’assistenza alla nascita in Valle d’Aosta, dove la sicurezza delle cure si accompagna da anni a un’attenzione particolare alla relazione tra il neonato, la madre e la famiglia, come testimoniato dalla certificazione Baby Friendly Hospital, una certificazione che valorizza le strutture sanitarie impegnate nella promozione, protezione e sostegno dell’allattamento e nell’adozione di pratiche assistenziali rispettose dei bisogni di madri e bambini, mantenuta continuativamente sin dal 2010. In questo contesto, l’Azienda sta lavorando alla costruzione di reti e collaborazioni con altre aziende sanitarie, finalizzate anche all’attivazione di convenzioni e contratti libero-professionali per fronteggiare la carenza di personale, in particolare nell’ambito ginecologico.
«Dovremmo superare una narrazione della Valle d’Aosta che tende a mettere l’accento prevalentemente sull’invecchiamento della popolazione. – dichiara il direttore sanitario dell’Usl Mauro Occhi – Proprio perché l’età media in Valle è avanzata, dovremmo contrastare la bassa natalità facendo della Valle d’Aosta un luogo dove nascere e mettere su famiglia. Anche per questo l’azienda sta intervenendo attivamente per la stipula di convenzioni che consentano di rafforzare gli organici di ginecologi, pediatri e di tutte le professioni che traducono concretamente l’attenzione verso chi desidera mettere al mondo dei figli. In particolare, ci preoccupa la situazione dei ginecologi, professionisti che svolgono, come è ovvio, un ruolo cruciale nel contrasto alla denatalità e che rimangono in numero ancora troppo limitato, nonostante le ripetute tornate concorsuali».
«L’invito di un’anestesista del Beauregard ad un congresso nazionale – commenta l’assessore alla Sanità Carlo Marzi – è un riconoscimento sia rispetto alle competenze e all’impegno quotidiano dei nostri professionisti, sia all’attenzione che il punto nascita del Beauregard da anni pone alla relazione tra mamma, bambino e famiglia. Sapendo che la carenza di ginecologi resta una criticità, nonostante i concorsi già svolti, non vogliamo dare per scontata l’esistenza e la salvaguardia del nostro punto nascite e quindi continuiamo a sostenere l’Usl nella costruzione di collaborazioni con altre aziende sanitarie e in tutte quelle iniziative utili a rendere anche questa branca del nostro ospedale più attrattiva per i professionisti».

