Sanità

Al dottor Stefano Okolicsanyi della Gastroenterologia dell'Ospedale di Aosta

Ricerca sul trapianto di fegato. Un riconoscimento a Barcellona

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Il dottor Stefano Okolicsanyi all’evento di Barcellona
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AOSTA (qdn) Importante riconoscimento internazionale per la ricerca sanitaria valdostana, per la Gastroenterologia dell’Ospedale regionale di Aosta e per il Center for Clinical and Computational Genomics (C3G) dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Lo studio presentato dal dottor Stefano Okolicsanyi, specialista nell’équipe di Gastroenterologia del “Parini”, è stato premiato con il Best Abstract Presentation Prize alla UEG Week 2026, uno dei principali congressi scientifici europei dedicati alla gastroenterologia, organizzato dalla United European Gastroenterology e svoltosi a Barcellona da sabato 17 a martedì 20 ottobre. Il premio è stato assegnato per la presentazione di uno studio nato nell’ambito del progetto “5000genomi@VdA” e dedicato all’analisi delle varianti genetiche potenzialmente associate al tumore del fegato, allo sviluppo di fibrosi dopo il trapianto e alla tollerabilità dei farmaci immunosoppressori.

Lo studio è nato da un’iniziativa del dottor Stefano Okolicsanyi, responsabile dell’attività specialistica ambulatoriale dei pazienti con malattie di fegato avanzate e sottoposti a trapianto di fegato, che ha coordinato un’equipe multidisciplinare composta dal Center for Clinical and Computational Genomics dell’IIT ad Aosta, l’Oncologia ed Ematologia del “Parini” e la Gastroenterologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, Università di Torino.

I ricercatori hanno analizzato i dati del sequenziamento dell’intero genoma e la documentazione clinica di 20 pazienti sottoposti a trapianto di fegato, seguiti dal dottor Stefano Okolicsanyi negli ambulatori della Gastroenterologia diretta dal dottor Renato Santucci e arruolati nel progetto “5000genomi@VdA”.

L’analisi dati informatica, svolta grazie al lavoro del ricercatore del C3G Patrick Bianchi, si è concentrata su 286 geni, con l’obiettivo di individuare possibili associazioni tra le caratteristiche genetiche individuali e tre aspetti particolarmente rilevanti nel percorso di cura: la presenza di epatocarcinoma (il principale tumore maligno primitivo del fegato) prima del trapianto, lo sviluppo di fibrosi nel fegato trapiantato, e l’intolleranza ai farmaci immunosoppressori, indispensabili per prevenire il rigetto dell’organo.

«Questo riconoscimento premia il lavoro di una squadra che mette insieme competenze cliniche, genomiche e bioinformatiche. – commenta il dottor Stefano Okolicsanyi – Grazie alla collaborazione con il C3G abbiamo avuto la possibilità di studiare come le caratteristiche genetiche individuali si associno alla storia clinica dei pazienti. Nel trapianto di fegato, l’obiettivo è comprendere meglio perché alcune persone sviluppino determinate complicanze o tollerino diversamente le terapie. Si tratta di risultati preliminari, che richiedono ulteriori conferme su popolazioni più ampie, ma che aprono prospettive interessanti per una gestione sempre più personalizzata dei pazienti».

«Il premio assegnato a Barcellona è una bellissima notizia per tutta la Valle d’Aosta, perché dimostra come gli investimenti che la sanità valdostana e il Governo regionale hanno scelto di fare nella ricerca e nell’innovazione possano generare risultati riconosciuti anche a livello internazionale. – afferma Carlo Marzi, assessore regionale alla Sanità – Il progetto con l’Istituto Italiano di Tecnologia rappresenta un esempio concreto delle potenzialità che nascono dalla collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario e mondo della ricerca».