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Martina Gallieni, vivere il trial con nel cuore sempre Courmayeur

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COURMAYEUR (peb) Quella di Martina Gallieni, dal 2018 nella squadra azzurra di trial e referente nazionale per il settore femminile, è una passione arrivata quando la vita cambia improvvisamente direzione. Il suo percorso sportivo affonda le radici nella montagna, in Valle d’Aosta e soprattutto a Courmayeur, il paese in cui è nata e cresciuta e dove ha frequentato il Liceo Linguistico fino alla maturità.

L’incontro con il trial è arrivato quasi per caso, dopo un infortunio che ha cambiato il corso della sua vita: “Avevo 17 anni, sciavo con lo Sci Club Courmayeur e mi stavo allenando a Valtournenche quando sono caduta, procurandomi una frattura complessa a tibia e perone. Ho dovuto essere operata all’Ospedale di Aosta e per un anno non ho più potuto sciare. Durante la riabilitazione ho fatto tanta fisioterapia a Morgex. Un giorno mio papà Raffaele, imprenditore, ex trialista e figlio di Roberto Gallieni, alpinista di origini milanesi che aveva partecipato alla spedizione sul Frêney con Walter Bonatti, mi ha proposto: Perché non proviamo a guidare, visto che devi prendere la patente?. È cominciato tutto da lì”.

Quella che inizialmente era una nuova esperienza si è trasformata in una scelta di vita. Sono arrivati i titoli italiani, i piazzamenti internazionali e la convocazione al Trial delle Nazioni, una delle competizioni più prestigiose della disciplina. Nel 2025 Martina Gallieni ha contribuito alla vittoria della squadra italiana e nel 2026 ha conquistato, insieme alle compagne, la medaglia d’argento in Spagna. Un percorso costruito con allenamento, concentrazione e sacrifici, nel quale l’equilibrio necessario per affrontare gli ostacoli in sella diventa anche una lezione.

“Ho cominciato ad allenarmi con Stefano Delio di Aosta, uno degli istruttori più conosciuti. Quando avevo 19 anni sognavo di essere convocata un giorno al Trial delle Nazioni: era il mio grande obiettivo. Oggi ne ho quasi 33 e il trial è diventato la mia vita, ciò per cui mi impegno ogni giorno. Nel 2021, purtroppo, Stefano Delio ha avuto problemi di salute che gli hanno impedito di continuare a seguirmi. Ha quindi contattato Gimmi Rossi di Roma, che ai tempi seguiva dei trialisti azzurri. Forte del fatto che Gimmi è una persona molto paziente, in gamba e con una forte esperienza di minder/allenatore – cioè assistente di gara, colui che fa sicurezza sopra gli ostacoli ma gestisce anche le traiettorie, il ritmo e le strategie – fin da quanto aveva 18 anni, ora ne ha 51, gli ha proposto di seguirmi. Da allora mi sono trasferita vicino a Rieti, dove mi alleno almeno 4 volte alla settimana.”

Accanto alla carriera sportiva, Martina Gallieni ha portato avanti anche il percorso universitario alla Bicocca di Milano. Dopo la laurea triennale in Fisica, il prossimo 23 novembre discuterà la magistrale in Astrofisica e Fisica dell’Universo, 2 mondi apparentemente distanti, la competizione e la ricerca scientifica, che condividono la curiosità, la disciplina e la capacità di guardare oltre ciò che si ha davanti.

“La grandezza della natura, della montagna e delle stelle mi aiuta a ridimensionare le piccole preoccupazioni quotidiane: davanti a tanta maestosità, tutto sembra trovare la propria giusta proporzione. Quando torno a Courmayeur dai miei genitori, mia mamma Nora Girardi insegna francese alle medie, ho subito bisogno di andare a camminare in montagna. È il mio modo per staccare, ritrovare me stessa e “respirare”.”

È proprio in questo bisogno di ritrovare il contatto con la montagna che si riconosce il legame più profondo con Courmayeur: non è soltanto il luogo degli affetti e dei ricordi, ma una presenza che continua ad accompagnarla anche quando si allena lontano da casa. Maestra di sci oltre che atleta, Martina Gallieni ha saputo conciliare sport e formazione e oggi condivide la propria esperienza come ambasciatrice di “Courmayeur is Young”, progetto dedicato ai giovani e alla promozione dei valori dello sport. “Vorrei trasmettere soprattutto un messaggio: con la volontà e con la determinazione si possono raggiungere tanti obiettivi. E vorrei dimostrare che studiare e fare sport non sono 2 strade alternative, ma percorsi che possono arricchirsi a vicenda. Non bisogna rinunciare né alla scuola né alla propria passione sportiva. Inoltre, sono referente federale del trial per il settore femminile e mi impegno a insegnare alle ragazze, che purtroppo sono ancora poche, per sostenerci a vicenda e costruire percorsi di allenamento adatti a ciascuna.”

Un impegno che guarda anche al futuro del movimento sportivo valdostano. Martina Gallieni vorrebbe infatti contribuire a far conoscere il trial proprio a casa, avvicinando nuove generazioni a una disciplina che permette di vivere la natura da una prospettiva particolare. Appena gli impegni sportivi e universitari glielo consentono, torna nella sua Courmayeur, il luogo del cuore in cui un giorno vorrebbe tornare a vivere. “Mi piacerebbe collaborare con il nuovo Moto Club Valdigne, che sta già proponendo tante attività per i ragazzi. Vorrei spiegare loro che cos’è questo sport: un po’ come accade con la bicicletta, ci muoviamo nei boschi, siamo immersi nella natura e possiamo osservare gli animali e l’ambiente che ci circonda. Credo che spesso si capisca davvero quanto sia importante un luogo soltanto quando ci si allontana. Vivere lontano ha rafforzato il mio legame con Courmayeur e con la Valle d’Aosta, per questo motivo cerco di tornare ogni volta che posso.”

Per Martina Gallieni, tornare non significa soltanto ritrovare casa, quanto immaginare un futuro in cui le esperienze maturate lontano possano diventare un’opportunità anche per i giovani del territorio. Se il trial le ha insegnato a trovare la traiettoria giusta tra rocce e dislivelli, le montagne di Courmayeur continuano a ricordarle da dove è partita e dove, un giorno, potrebbe tornare.

Arabella Pezza