AOSTA (qdn) «La difesa della salute pubblica, a partire da quella dei più piccoli, non può più attendere. Per questo motivo, si stanno valutando i presupposti e le tempistiche per avviare una vera e propria class action che possa arrivare fino alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. L’obiettivo è denunciare decisioni politiche scellerate che continuano ad agevolare la diffusione dei prodotti ultra-trasformati, ignorando i continui e allarmanti campanelli d’allarme che arrivano dal mondo scientifico sui pericoli legati al loro consumo». Lo scrive in una nota la Coldiretti Valle d’Aosta prendendo spunto dall’affondo del Segretario Generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Roma, un appuntamento realizzato in sinergia con “The European House – Ambrosetti” a cui ha preso parte anche una delegazione valdostana guidata dalla presidente di Coldiretti Valle d’Aosta Alessia Gontier e dal direttore regionale Roberto Bianco.
«I dati scientifici a supporto di questa battaglia sono inequivocabili. – scrive Coldiretti VdA – Una celebre ricerca coordinata dal medico ed epidemiologo Carlos Augusto Monteiro (ideatore del sistema di classificazione Nova e ospite del Forum), pubblicata sulla prestigiosa rivista The Lancet nel 2025, evidenzia come una dieta ricca di cibi ultra-formulati accresca drasticamente l’insorgenza di gravi patologie. Nello specifico, si registra un aumento del rischio per il diabete di tipo 2 (+25 per cento), per gli stati depressivi (+23 per cento), per problemi di sovrappeso e obesità (+21 per cento), oltre a un incremento della mortalità generale (+18 per cento) e di quella legata a malattie cardiovascolari (+18 per cento).
«È fondamentale che le istituzioni comunitarie rispondano delle proprie azioni e omissioni. – dichiara la presidente di Coldiretti Valle d’Aosta Alessia Gontier – Il benessere e la salute della popolazione devono essere prioritari rispetto ai profitti finanziari delle grandi multinazionali del cibo. Anche dal nostro territorio montano, dove la cultura del cibo sano e della filiera corta è radicata, intendiamo far sentire con forza la nostra voce a tutela delle famiglie e dei consumatori».
«Non possiamo più assistere inermi alla commercializzazione incontrollata di prodotti dannosi che minacciano le future generazioni. – conclude il direttore di Coldiretti Valle d’Aosta Roberto Bianco – I risultati presentati dal professor Monteiro al Forum confermano l’urgenza di una svolta normativa. Come Coldiretti Valle d’Aosta sosterremo fermamente ogni iniziativa legale e di sensibilizzazione per arginare la diffusione di questi alimenti artificiali, difendendo il modello agroalimentare basato sulla trasparenza, sulla qualità e sulla salute».

