NUS (zgn) Farchetta, regina tra le regine di terza categoria, entra di diritto nella leggenda: con quella di domenica scorsa, 25 ottobre, infatti, sono 5 le sue vittorie consecutive alle finali regionali delle batailles de reines. Come lei, nessuna mai. E il suo proprietario, Lorenzo Rosset di Nus, ha già deciso: sia per Farchetta che per lui questa è l’ultima volta all’arena Croix-Noire. «Ma naturalmente continuerò a seguire le batailles de reines, anche senza partecipare direttamente e al di là dell’arena, – precisa Lorenzo Rosset – perché appartengono al mio mondo». Insomma, come i più grandi atleti, anche Farchetta si ritira al culmine della sua carriera. E la giornata di domenica scorsa resterà sicuramente impressa in maniera indelebile nei ricordi di Lorenzo Rosset e degli appassionati di reines che hanno fatto un tifo sfegatato per la bovina di Nus nella finalissima con Fauvette di Gildo Bonin di Gressan. «Voglio ringraziare il pubblico dell’arena Croix-Noire, sono davvero grato per il caloroso sostegno che ci ha dato: è stato incredibile ed emozionante», dichiara Lorenzo Rosset. Il momento più atteso della giornata è arrivato alle 18.55 con l’epico combat di oltre 20 minuti, che ha tenuto tutti con il fiato sospeso. Nei primi minuti Farchetta sembrava prendere il sopravvento e il successo pareva vicino. Poi la situazione si è capovolta: Fauvette, data ormai per battuta, si è rigirata, tornando in posizione e ricominciando a spingere. A quel punto l’esito non appariva più scontato e sembrava addirittura che Farchetta potesse cedere. Invece è stata Fauvette a doversi arrendere all’avversaria. «Verso la fine del combat, Fauvette aveva iniziato a tirare fuori la lingua e a quel punto Farchetta, che non era ancora riuscita a mettere in atto la sua tattica, ha alzato l’asticella e ha vinto. È stata la finale più lunga che ha fatto in 5 anni», commenta Lorenzo Rosset.
Gli spettatori in delirio sugli spalti hanno tributato una standing ovation a Farchetta e al suo proprietario durante il giro d’onore, al quale hanno partecipato tra gli altri anche il sindaco di Nus Camillo Rosset, cugino di Lorenzo, e il campionissimo Federico Pellegrino. «A Chicco avevo detto che mi sarebbe piaciuto fare il giro d’onore con lui, e così è stato proprio nell’anno in cui si è ritirato dall’agonismo ed è finita pure la carriera di Farchetta», racconta Lorenzo Rosset.
La giornata di domenica era iniziata presto. «È il quinto anno che devo “lottare” per tenerla nel peso, in modo che resti in terza categoria. – riferisce Lorenzo Rosset – Domenica mi sono alzato verso le 4 e mezza per pesarla, perché quando ero andato a dormire la sera prima aveva ancora qualche chilogrammo di troppo, quasi 583, poi scesi a 577». L’estate della “super reina” di Nus era stata – fino a un certo punto – la fotocopia di quelle degli anni scorsi: la salita all’alpeggio Pierrey, nel vallone di Saint-Barthélemy, dove è stata ancora una volta regina della mandria. Poi, però, un banale incidente ha rischiato di compromettere la sua partecipazione alla finale. «Si è tagliata sotto l’occhio, da sola, in stalla, non so neanch’io bene come abbia fatto. – afferma Lorenzo Rosset – Abbiamo dovuto metterle 10 punti e poi l’abbiamo scesa a valle con una ventina di giorni di anticipo perché avevo paura che in qualche battaglia si riaprisse la ferita. In seguito, quando è stata meglio, i punti se li è tolti da sola. Ma questo rientro anticipato ha comportato meno attività fisica e di conseguenza il peso era aumentato». Superato questo problema, Lorenzo Rosset ha portato la sua mucca all’arena Croix-Noire. E qui si è ripetuto quello che potremmo definire un rito. Come nelle altre finalissime, Farchetta ha emesso un muggito particolare, diverso da tutti gli altri. «A casa non lo fa mai, – prosegue Lorenzo Rosset – ma quando entro nell’arena e faccio qualche metro prima di posizionarla, lancia questa specie di grido di battaglia per intimorire le avversarie». D’altro canto Farchetta ha nel Dna la voglia di vincere, dato che la madre è Bandit, allevata dallo stesso Lorenzo Rosset, e il padre è figlio di Mélodie di Piero Busso di Donnas, regina regionale di secondo peso nel 2013. «La mattina, nel primo incontro, Farchetta ha vinto contro Jamaica, la vice-reina al concorso di Courmayeur, di Davide Bieller ed Enrico Grivel di Pré-Saint-Didier. È stato un combattimento breve come non era mai successo in 5 anni. – osserva Lorenzo Rosset – Ai sedicesimi di finale Farchetta ha incontrato Varenne, di Edy Gontier di Aymavilles, ed è stata una lotta già più impegnativa. Poi, agli ottavi, Farchetta ha superato senza troppa fatica Biarritz, che era indicata come probabile reina, di Sabina Pellissier di Montjovet. Invece è stata dura ai quarti con Voleine di Patrick Grimod di Aosta: Farchetta ha dovuto usare tutte le sue forze e una buona tattica. Non ha tirato fuori la lingua, ma si vedeva il vapore del sudore fumare sopra la schiena. La semifinale, direi che è stata quasi in famiglia, dato che c’era Merlitta dei miei cari amici Silvia Balicco e Joseph Patruno, pure loro di Nus. Farchetta ha vinto in una manciata di minuti ma è stata una festa per tutti». Poi la finalissima contro Fauvette di Gildo Bonin, che ha regalato emozioni a non finire per oltre 20 minuti, con le 2 reines che hanno dato tutto per vincere, tanto che l’esito non è apparso mai scontato. Una grande battaglia che ha incoronato Farchetta – che mercoledì 16 dicembre compirà 10 anni – regina di terza categoria per la quinta volta consecutiva, regalando a Lorenzo Rosset una felicità immensa. Nella storia dei combats, una sola reina prima di lei ha vinto 4 titoli regionali consecutivi nella stessa categoria: Sirène della famiglia Viérin dal 1966 al 1969. Ma era nel primo peso e, soprattutto, erano altri tempi.

