Agricoltura

Batailles de Reines

Fauvette e quel miracolo sfiorato contro Farchetta “Contenti di aver contribuito alla sua leggenda”

Ingrandisci la foto: La premiazione di Fauvette di Gildo Bonin, seconda in terza categoria, domenica scorsa, 25 ottobre, al termine della bellissima finale persa contro Farchetta di Lorenzo Rosset
La premiazione di Fauvette di Gildo Bonin, seconda in terza categoria, domenica scorsa, 25 ottobre, al termine della bellissima finale persa contro Farchetta di Lorenzo Rosset
3 minuti di lettura

GRESSAN (qdn) Ogni eroe, per essere tale, ha bisogno di un antagonista degno di questo nome. Qualcuno che sappia metterlo abbastanza in difficoltà da far risaltare più luminosa la sua vittoria. Domenica scorsa a indossare quei panni è stata Fauvette. In terza categoria, la magnifica regina dei Bonin ha sfoderato una finale pazzesca contro Farchetta, impegnandola per oltre 20 minuti in una battaglia senza esclusione di colpi. Come in tutte le sfide epiche, a un certo punto sembrava addirittura che il pronostico potesse essere ribaltato, che l’antagonista riuscisse a spuntarla. La conclusione, però, è nota: ha vinto – ancora una volta – Farchetta. Che ha però trovato in Fauvette l’avversaria perfetta per chiudere la sua carriera nel modo più epico possibile.

«Fauvette è una delle poche bovine che sia riuscita a prendere Farchetta al collo e a spingerla fino a mezzo metro dalle barriere. – sottolinea Roberto Bonin – Però, come sempre, Farchetta è stata bravissima ad adattarsi alla situazione. In un certo senso siamo contenti di aver fatto parte del percorso che ha portato Farchetta nella leggenda».

Non è un caso se Fauvette ormai da alcuni anni è tra le grandi protagoniste del circuito. La madre è la reina regionale di prima categoria del 2015 Fleurette mentre il padre è un toro di di Bronne, reina des reines nel 2019.

«Secondo noi Fauvette è una mucca di assoluto valore e lo ha dimostrato fin dalla sua prima uscita nel 2023 vincendo l’eliminatoria del Piccolo San Bernardo. – sottolinea Roberto Bonin – In quell’anno (quando alla Regionale è stata quinta ndr) per farla restare in terzo peso aveva dovuto fare un po’ troppa dieta mentre questa volta, vitellando più tardi, era più leggera. Ha passato l’estate nella zona di Pila con altre bovine più giovani per arrivare all’appuntamento nel modo migliore». E così è andata. Il percorso di Fauvette fino alla finale è stato impressionante e niente affatto semplice: fin dal primo turno contro Bronne di Stefano Nossen. «Anche la seconda battaglia, contro Moteila di Didier Millesi, è stata di assoluto livello. – riepiloga Roberto Bonin – Normalmente Moteila prima di cedere ti fa sfiancare per mezz’ora, invece Fauvette se l’è cavata in una decina di minuti». Fauvette ha poi eliminato agli ottavi Monella di Mauro Chatrian, ai quarti la quotata Bambino di Aurelio Crétier e – in una semifinale lampo – Reinon dei Frères Grimod, stremata dall’interminabile quarto di finale contro Rubio di Simon e Julien Charbonnier.

Al momento delle dediche, il pensiero di Roberto e Sandro Bonin corre inevitabilmente alla mamma Rosanna Curtaz, mancata lo scorso anno. Proprio il presidente Roberto Bonin, in apertura della giornata di domenica, aveva ricordato tutti i protagonisti del mondo delle batailles venuti a mancare o assenti in arena per problemi di salute: perché la finale è una festa ma è anche il ritrovo di una grande famiglia – quella degli allevatori – in cui non si dimentica mai chi – per una volta o per sempre – ha lasciato il suo posto vuoto.

 Daniel Quey