AOSTA (fci) Si è fermata a un passo dalla leggenda Suisse di Ymac Frassy e Christopher Letey. Sulla sua strada – nella finalissima del primo peso alla Croix Noire di domenica scorsa, 25 ottobre – ha trovato Bijou (730 chilogrammi). Alla bovina di Edy Gontier di Aymavilles è andato il titolo di prima categoria, soffiando a Suisse (768 chilogrammi) un triplete spettacolare, visto che arrivava da 2 titoli consecutivi. Eppure la finale sembrava tutta a vantaggio della regina di Frassy-Letey, con il magico numero 1 dorato sul fianco, mentre Bijou scappava e Gontier doveva riportarla al centro dell’arena. La stanchezza della semifinale, lunghissima e spettacolare, contro Berlin di Massimiliano Garin di Cogne però si fa sentire e Suisse dopo un colpo decide di tirarsi indietro, sollevando il boato di sorpresa del pubblico. Nel suo cammino verso la finale, Suisse (nipote materna di Tiky seconda alla Regionale 2018 di terza categoria contro Canaille di Alex Cerise e 2 volte terza nel 2014 e nel 2015, figlia di Lisetta quinto posto alla Regionale 2019) aveva iniziato la corsa eliminando Ian Sei (780 chilogrammi) di Maura Mochet di Pré-Saint-Didier, Gitano (680) di Davide e Alfonso Grimod di Aosta e Tatanka (703) di Fabio Berriat di Nus, per poi sconfiggere ai quarti Sirena (778) dei fratelli Clos. Un’uscita di scena con tutti gli onori per Suisse, che comunque un posto nella leggenda delle batailles non glielo toglie nessuno. E Ymac Frassy smentisce le voci di ritiro. «E perchè mai? Se sta bene, certo che ci proviamo anche l’anno prossimo» dichiara a bocce ferme. «Certo, non è più giovanissima avendo 10 anni, ma resta una fuoriclasse. E poi ricordo bene che Lombardeun de La Borettaz è diventata regina di terzo peso a 12 anni». Se sta bene quindi si va avanti a consolidare il mito. Suisse è arrivata alla Croix-Noire dopo un’estate per niente facile. Una spalla malata e problemi agli occhi che l’hanno costretta un mese e mezzo nella stalla, a Chez Les Rosset di La Salle. Qui Ymac Frassy e il suo socio Christopher Letey hanno 60 capi: 14 rosse e 46 nere, «Il futuro è nero» esclama Ymac che arriva quassù dopo una nottata nel suo panificio di Arvier, la sua occupazione principale.
Ha voglia di scherzare perché se è vero che Suisse ha perso in finale, è altrettanto vero che dall’arena domenica sera lui e il suo socio sono tornati comunque con una regina: Belva, che ha conquistato lo scettro della seconda categoria. Figlia di Bagdad (morta 3 anni fa, a 6 anni, terza a Brissogne nel 2019) e di Terrible, toro svizzero, Belva (620 chilogrammi) è nata nel 2018.
In finale la bovina di Ymac Frassy e Christopher Letey ha avuto la meglio su Victoire (624 chilogrammi) dell’azienda agricola La Borettaz di Gressan. Una sfida che inizia con le avversarie che sembrano non volersi confrontare: Letey deve sforzarsi per portare Belva al centro del prato. Insomma, nei primi 10 minuti succede ben poco. Poi Belva si rifà sotto con l’affondo decisivo, che costringe Victoire ad arrendersi consegnandole il bosquet di seconda categoria. Nel suo percorso Belva (che aveva guadagnato la qualificazione alla Regionale arrivando seconda nella eliminatoria di Courmayeur) aveva superato Bataillon (627 chilogrammi) di Aurelio Crétier di Saint-Christophe in semifinale, Monella (610) di Claudio Berthod di Doues ai quarti e prima Alouette di Piero Busso di Donnas.
Gioia immensa per Christopher Letey, che per far capire cosa prova racconta un aneddoto: «Da una settimana mio figlio Samuel, 7 anni, non stava bene, non era in forma. Tutti i giorni con il mal di pancia, sguardo cupo, tanto da farci preoccupare un po’. Lo abbiamo portato anche dal pediatra ma niente, non sapevamo come uscirne. La mattina di domenica, la mattina della Regionale, ha recuperato le forze, era al cento per cento. Per una settimana aveva semplicemente patito la tensione della finale». Ed è sceso con tutta la famiglia alla Croix-Noire per prendersi il mitico bosquet.
Cristiano Florio



