AYMAVILLES (qdn) “Les Chevaliers III” chardonnay del 2024 della Cave des Onze Communes di Aymavilles è stato premiato domenica scorsa, 25 ottobre, al Gambero Rosso a Roma, tra i 50 vini rari d’Italia. «Un riconoscimento – scrive la Cave in una nota – che accende i riflettori sulla viticoltura di montagna valdostana e sulla capacità di esprimere vini dalla forte identità territoriale, frutto di un ambiente alpino unico, di competenze specialistiche e di un lavoro quotidiano che unisce tradizione e ricerca della qualità. La presenza di “Les Chevaliers III” in un contesto di rilievo nazionale rappresenta un’importante occasione per raccontare il patrimonio enologico della Valle d’Aosta e il contributo della Cave des Onze Communes alla sua valorizzazione. Una realtà cooperativa profondamente radicata nel territorio, che riunisce l’impegno dei viticoltori e interpreta le peculiarità della viticoltura di montagna, caratterizzata da pendenze, altitudini ed esposizioni che richiedono cura, esperienza e dedizione».
«La rarità di un vino non si misura soltanto nella sua disponibilità, ma anche nella sua capacità di esprimere una storia, un’identità e un legame autentico con il luogo in cui nasce. – afferma André Gerbore, presidente della Cave des Onze Communes – È in questa prospettiva che “Les Chevaliers III” porta all’attenzione degli operatori e degli appassionati il valore di una produzione legata alle caratteristiche distintive del territorio valdostano». Il percorso di promozione è proseguito lunedì scorso, 26 ottobre, al Castello di Aymavilles, dove “Les Chevaliers III” è stato presentato ufficialmente ai ristoratori della Valle d’Aosta e del Piemonte in un luogo che ha conferito all’incontro una cornice particolarmente significativa, capace di mettere in relazione la ricchezza del territorio, la sua vocazione turistica e le eccellenze della produzione locale. L’appuntamento ha coinvolto il mondo professionale dell’ospitalità e della ristorazione, rivolgendosi a ristoratori, albergatori, sommelier, enotecari e operatori della distribuzione specializzata. Per queste figure, conoscere direttamente i vini e le loro caratteristiche è fondamentale per valorizzarli attraverso il servizio, gli abbinamenti gastronomici e il racconto al cliente. «La presentazione ha rappresentato un’occasione di approfondimento e confronto sul ruolo dei vini di qualità nell’offerta enogastronomica, con particolare attenzione alle opportunità di promozione delle produzioni valdostane nelle carte dei vini e nei percorsi dedicati all’accoglienza turistica. – conclude André Gerbore – Il dialogo con gli operatori Horeca costituisce infatti un passaggio strategico per consolidare la presenza dei vini del territorio nei circuiti professionali e per favorire una conoscenza sempre più approfondita delle peculiarità della viticoltura alpina».

