AOSTA (zgn) La mattina di ieri, venerdì 30 ottobre, sono arrivati nel Cimitero di Sant’Orso ad Aosta dalla vicina Scuola elementare, in silenzio, disciplinati, sotto lo sguardo attento delle maestre che li hanno accompagnati nel breve tratto di via Guido Rey per quell’appuntamento ormai tradizionale con gli alpini. Erano una quarantina, classe quarta e quinta dell’Istituzione di Sant’Orso, con le insegnanti Francesca Mammoliti, Sylvie Cottino, Simone Cubeddu, Valentina Ndosa ed Elisa Tournoud. Il presidente dell’Ana Carlo Bionaz li ha disposti con ordine nelle striscie di prato, di fronte ai numerosi gagliardetti e vessilli, giunti qualche minuto prima per l’annuale cerimonia che precede di qualche giorno quelle istituzionali di novembre. «In questo prezioso angolo della memoria della città di Aosta – ha sottolineato Carlo Bionaz – sono custodite alcune testimonianze importanti di soldati ed alpini che hanno combattuto, sin dalle guerre di Indipendenza fino alle Prima Guerra Mondiale. Dobbiamo loro un grande rispetto e riconoscenza che condividiamo con questi giovani ragazzi che avranno il compito di raccogliere il nostro testimone. Non possiamo ignorare, o peggio, dimenticare la storia perché altrimenti chi è morto per la libertà morirebbe di nuovo». Sul tappeto erboso che gli Amici del Cimitero di Sant’Orso curano con grande passione si erano seduti i bimbi della Scuola dell’Infanzia paritaria di Sant’Orso. L’insegnante Daniela Belley racconta: «Avevamo in programma di portare i bimbi a visitare questo scrigno della storia e con le colleghe Nathalie Deval, Lorena Pellissier, Jasmine Pepellin e Veronica Torchia abbiamo approfittato della bella giornata. I bambini erano felicissimi, hanno fatto tante domande e hanno seguito con attenzione tutta la cerimonia». La stessa attenzione dei più grandicelli ai quali il presidente Carlo Bionaz consegnava una bandiera tricolore raccomando: «La portate nella vostra scuola e l’anno prossimo ci rivediamo con questa insegna». Le piccole mani la stringono con fierezza e le loro voci si alzano forti e sicure cantando l’Inno di Mameli negli istanti degli onori al simbolo più importante della nostra Repubblica. «Possiamo continuare a credere in un domani migliore e con l’aiuto di tutti noi questi ragazzi diventeranno dei bravi cittadini» ha dichiarato il sindaco di Aosta Raffaele Rocco che ha voluto salutare le scolaresche con parole semplici ed affettuose. Il suono della tromba del maestro Giancarlo Telloli ha accompagnato gli onori alla bandiera ed il ricordo dei defunti, sulle tombe dei quali erano stati posati mazzi di fiori. Quindi la benedizione e la preghiera recitata da don Aldo Armellin.
Erano presenti una ventina di gagliardetti con il vessillo sezionale dell’Ana, il labaro dell’Unuci, quello dell’Istituto del Nastro Azzurro, la Delegazione delle Guardie d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, l’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, la Delegazione della Valle d’Aosta dell’International Police Association. Il capogruppo dell’Aosta Carlo Gobbo ha curato l’incontro: «Da quando abbiamo deciso di coinvolgere i ragazzi in questa iniziativa c’è in tutti noi un rinnovato entusiasmo, la consapevolezza che possiamo consegnare la testimonianza della nostra storia in mani sicure. Questi ragazzi sono il nostro futuro, dobbiamo avere fiducia nei loro cuori ed aiutarli con tutte le nostre forze. Lo dobbiamo a chi ci ha preceduto e ha sacrificato la sua vita per garantirci la Libertà».
