Sabato scorso, 26 settembre, Gaby ha rivissuto una tradizione secolare, le cui prime testimonianze datano inizio Novecento.
Una croce – realizzata dall’artigiano di casa Luciano Tousco usando il legno offerto dalla segheria di Stefano Bastrenta – è stata portata in processione dai fedeli, da Chanton a Niel, per circa 2 chilometri.
Il gesto si ripete ogni 10 anni, in occasione della missione pastorale, e ogni volta si conclude in un villaggio diverso: nel 2016 la croce era stata collocata in località Pineta.
«Da giovedì a domenica scorsi, 24 e 27 settembre, con le prediche tematiche abbiamo messo a fuoco i fondamenti della fede cristiana. – racconta il parroco, don Marian Benchea – Con la liturgia – celebrazione della Messa della missione, le veglie di preghiera, la liturgia penitenziale e la processione della croce – abbiamo allargato il nostro culto divino. Con la visita ai malati ed anziani abbiamo puntato anche sulla carità. Erano presenti in questi giorni don Andrea Marcoz, padre Giuseppe Panetta e don Ermis Segatti. La processione è stato il culmine di questi giorni sacri. La croce delle missioni ha riempito di emozione la gente che ha voluto accompagnare questo simbolo sacro fino a Niel, dove è stata posata. La croce dominava la processione, una fila di persone con la Banda musicale di Gaby, gli alpini, le donne in abito tradizionale, i giovani della parrocchia, i fedeli ed i tiratori del carretto»
